Home

Eremo Santuario Beato Rizzerio Casa "F. Arsini"

 

La vetrinetta

Aiuto alla chiesa che soffre (acs), Il rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, Fondazione di Diritto Pontificio, Roma 2013, € 25,00.

 

La benemerita Fondazione “Aiuto alla Chiesa che soffre” (Kirche in Not), elevata da Papa Benedetto XVI a fondazione di diritto pontificio, è nata in Belgio, quando un domenicano olandese, P. Werenfried van Straaten, detto padre Lardo, ideò un’immensa rete di sostegno economico e culturale a favore delle chiese che vivevano oppresse nei Paesi sotto il regime comunista in Europa dell’Est.

Oggi è un’Agenzia con sede a San Callisto in Vaticano con una rete di ramificazione in tutto mondo che opera a sostegno degli studi e della formazione di sacerdoti, religiose e religiosi, laiche e laici chiamati ad occupare compiti di responsabilità nei loro Paesi, sia con competenze ecclesiastico-religiose, sia nelle discipline e professioni estremamente utili e umanizzanti che necessitano nelle regioni di provenienza.

Ora, questa Agenzia da molti anni informa, con dettagliati rapporti, sulla situazione di vita e di libertà dei cristiani nei vari Paesi. La persecuzione dei cristiani nel mondo è un fenomeno che pur avendo raggiunto dimensioni preoccupanti e imprevedibili non riesce a toccare profondamente il cuore della nostra opinione pubblica. I richiami di Papa FRANCESCO, i proclami del Consiglio d’Europa e del Parlamento e della Commissione, come le prese di posizione dei Capi degli Stati Uniti d’America, di Germania, Francia e Inghilterra sembrano non toccare il cuore delle nostre democrazie. La persecuzione contro i cristiani di qualsiasi confessione, forse la persecuzione religiosa tout court che succede nelle società non ancora secolarizzate, impressiona ma non sembra preoccupare! Si ritiene che i perseguitati nel mondo siano almeno 100 milioni, mentre per le uccisioni si parla di circa 7 mila all’anno! Il Papa ha definito la questione “peggiore di quella dei primi secoli”.

Le condizioni variano. Nei casi in cui i cristiani sono minoranza, soprattutto nei Paesi dove sono ancora irrisolti problemi economici, sociali, culturali, politici ed etnici, allora basta poco per accusare chi con la sola sua presenza si diversifica dal gruppo e autonomamente afferma il suo modello di vita. In realtà, è il processo di modernizzazione e la ricerca di una certa democratizzazione che scuote l’ordine socio-cuturale. Le persecuzioni contro i cristiani sono concentrate in Africa, Medio Oriente e Asia, rimanendo la politica molto collegata con la realtà, soprattutto con quella ecclesiale, con il rischio che il cittadino resti non interessato per la nota separazione tra sfera politica e sfera religiosa.

L’opinione pubblica europea pensa che debba interessare il credente la tutela delle persone che sono fedeli al proprio principio di vita? E fino a tanto che non si arriva alla distinzione tra coscienza e bene comune, educando poi alla reciprocità e alla pratica della giustizia nel rispetto concreto e quotidiano delle “opzioni di fede” di ciascuno, è necessario far sentire la propria voce? No, i morti per la libertà religiosa non valgono meno di chi perde la vita per la negazione di altri tipi di diritti ugualmente fondamentali.

Non potendosi esportare la democrazia, per la quale si è avuto il coraggio di fare guerre (le condizioni drammatiche delle quali condivise anche dal nostro Paese), ecco allora che bisogna creare le condizioni adatte perché la questione della libertà religiosa diventi un diritto di tutti, sul quale si fonda il pluralismo che, in modo autentico e dialogico, deve aprirsi a ogni religione. L’Europa non può non svolgere un ruolo propulsivo a tutela contro ogni sopruso, esportando sul piano internazionale il dialogo, la tolleranza e il principio di reciprocità, a partire dall’Islam. Nessuno può esimersi dalla condivisione di questo valore: segnerebbe la perdita della memoria di quanto la storia drammaticamente insegnò all’Europa. La difesa della libertà religiosa è il martirio civile più importante che ogni europeo deve saper difendere e far riconoscere. Le statistiche e le drammatiche descrizioni coincidono con analisi di altri organismi politici e internazionali. Gli errori del passato e le colpe della storia recente non ci debbono rendere deboli perché colpevoli, ma coraggiosi nel proporre e far seguire strade di dialogo, di libertà, di garanzie e di giustizia che una democrazia multiculturale condivisa saprà aprire e condividere con tutti.

Ritengo - e il pensiero ce lo ha fatto conoscere a varie riprese Papa FRANCESCO - che non basta indignarsi in modo politicamente corretto, ma per coerenza in difesa di un diritto fondamentale dell’umanità, la libertà di praticare la propria fede vada rispettata ovunque e a favore di tutti, usando persino l’arma della dissuasione. Noi, cristiani liberi di professare dovremmo anche essere più coerenti mediante una pratica più concreta e autentica di vita che renda riconoscibile che nell’incontro con Cristo si attua la pienezza di ogni autentico umanesimo, una proposta più desiderabile, amabile e piena di vita per ogni donna e uomo.

(fgb)

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 27 Novembre 2014 08:07 )

 

Gran Tour Cultura 2014

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 24 Novembre 2014 08:13 )

 

La vetrinetta

Bartolomeo Sorge, Gesù sorride. Con Papa Francesco, oltre la religione della paura, Piemme 2014, pp. 120, € 12.

 

Il gesuita p. Sorge, notissimo direttore di “Civiltà Cattolica” a Roma, del “Centro P. Arrupe” a Palermo, delle riviste “Popoli” e “Aggiornamenti sociali” a Milano, offre una rilettura del pontificato di Papa Francesco oltre la naturale superficialità dei mezzi di comunicazione di massa. Padre Bartolomeo è persuaso che la provvidenzialità del primo Papa Gesuita consista nel portare a compimento il Concilio Vaticano II nel processo della sua realizzazione rallentata o incompiuta.

L’esortazione apostolica Evangelii gaudium, riguardante l’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, ha un “significato programmatico” (n. 25) esplicito nelle intenzioni del Papa stesso. Il cristianesimo è la religione della gioia. Gesù ci viene presentato sorridente! I Comandamenti non sono un’imposizione, una tassa esosa per raggiungere il Paradiso; sono le “Dieci Parole” che con tenerezza e amore indicano la via per un’esistenza felice e riuscita, pur nelle prove inevitabili della vita. La Chiesa, per Papa Francesco, deve vivere fino in fondo ciò che è “umano e introdursi nel cuore delle sfide come fermento di testimonianza in qualsiasi cultura, in qualsiasi città”.

Se Dio è amore, Dio è gioia! Bisogna che parliamo, diffondiamo la sua gioia. E l’incontro con Gesù, il Signore Risorto rende lieta, gioiosa la nostra vita e c’invita a diffonderla, non come vago sentimento ottimista, ma quale esperienza di cambiamento di vita nella storia umana! Guardiamo l’esempio di Francesco d’Assisi: povero e lieto; proprio per questo il Papa ne prende il nome.

Gesù mentre gira per la Palestina, mentre guarisce, mentre insegna, mentre perfino sale in croce, è pieno di gioia che gli deriva dall’intimità con il Padre. Ed è quella stessa gioia che dona a noi, ai discepoli, ai cristiani come “dono dello Spirito Santo”, dono del Risorto. Questa è la vera gioia, pace vera, che è frutto della vittoria sul peccato, esito della morte del Crocifisso che, con la sua risurrezione, ha vinto la morte.

Il Papa spiega che è gioia sapersi peccatori perché perdonati! È gioia vivere il Vangelo senza sconti, sine glossa; annunciare l’amore misericordioso di Dio Padre che ama tutti indistintamente e ci sollecita ad amarci tutti come veri fratelli, a perdonarci vicendevolmente come Lui perdona a noi.

È gioia essere una Chiesa in uscita missionaria, con le porte sempre aperte, costruttrice di ponti, che dona la pace, che abbraccia anche la croce, perché su tutto si compie la promessa di Cristo Risorto.

 

(fgb)

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 21 Novembre 2014 08:21 )

 

Pubblicata la 2a parte del sussidio pastorale 2014-2015

È stata pubblicata la nuova parte del sussidio pastorale unitario 2014-2015


link alla 1a parte:

Sussidio pastorale unitario
- PER LA VITA DEL MONDO -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 1a parte )


link alla 2a parte:

Sussidio pastorale unitario
- PER LA VITA DEL MONDO -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 2a parte )


Il link per scaricare le due parti del sussidio è anche nella colonna destra del sito.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 18 Novembre 2014 15:17 )

 

La vetrinetta


Carmine Di Sante, Dio e i suoi volti. Per una teologia biblica, San Paolo, Milano 2014, pagg. 304, € 16,00.

 

Il Primo libro dei Re - nell’esperienza del profeta Elia - ci parla del nostro Dio come Colui che non si svela nell’uragano o nel vento impetuoso che schianta le querce o nel fuoco che divora, bensì nella percezione di un “mormorio di vento sottile”, come realtà evanescente, inafferrabile che si lascia scorgere non nella sovrabbondanza della parola, ma nell’orma infuocata del silenzio, nell’alterità di ogni possibile esperienza.

Carmine Di Sante, teologo e fine esegeta, che cerca sempre di portare il lettore, lo studioso o chi vuol fare meditazione, a profondità rare dell’esperienza spirituale della Scrittura, ritiene che il Dio del silenzio “nasce dalla consapevolezza dello scarto irriducibile tra Dio e il linguaggio, il linguaggio che Dio rivolge all’uomo e il linguaggio che l’uomo rivolge a Dio. La parola ultima di fronte a Dio è pertanto il silenzio adorante e operante”.

Il Dio nascosto della Bibbia si presenta con una pluralità di volti secondo il significato del vocabolo panìm che, esistendo solo al plurale, sta ad indicare che Dioha tanti volti quanti sono i volti umani ai quali egli si rivolge”. Per capire il Dio biblico, secondo l’Autore, non è necessario il ricorso al logos ebraico.

“Liberare il Dio biblico dal linguaggio più che millenario ontoteologico è accedere non solo a una ricomprensione ermeneuticamente più corretta della terrestrità dell’Antico Testamento, ma anche a una diversa lettura della sua stessa secolarizzazione e delle sue ambiguità quando essa pretende di elevarsi a un orizzonte totalizzante”.

Per comprendere questa estraneità in tutta la sua carica basta esaminare l’espressione Shalòm che non significa semplicemente assenza di guerra, ma pienezza di beni, espressione e garanzia della felicità per tutti”.

Quattro sono, per l’Autore, le figure di beni che debbono giungere alla beatitudine: “l’abbondanza dei beni, del pane e del vino; il riconoscimento del Bene dentro di noi”; un Bene “a cui si deve obbedienza, che si dà come legge o nomos”. Infine, “la giustizia che trasfigura l’ordine naturale in un ordine che reca l’impronta d’un uomo”.

Il nome di questo nuovo ordine per la Bibbia si chiama giustizia (zedaqàh) ed è dentro la giustizia che fiorisce lo shalòm. In tal modo, riconosciamo nella straordinaria immagine del salmista la verità dell’espressione: «giustizia e pace si baceranno» (Salmo 85, 11).

(fgb)

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 09 Novembre 2014 09:33 )

 

2° Convegno ecclesiale marchigiano

Clicca qui diretta streaming

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Ottobre 2014 10:11 )

 

AUGURI

 

Tanti Auguri Eccellenza per il suo VII anno di Episcopato

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 29 Settembre 2014 10:57 )

 

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 35

Agenda diocesana

L’agenda pastorale

2014/2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 >> Agenda diocesana

Sussidio pastorale unitario

2014/2015

 

 

 

 

 

 

 

 >> Sussidio pastorale unitario (1a parte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 >> Sussidio pastorale unitario (2a parte)

La Bibbia CEI
Santa Camilla Battista

Santi del Giorno
Orologio
Ulti Clocks content
Utenti collegati
 7 visitatori online
Contatore

Contatore visite gratuito

 
Contatti