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La Vetrinetta

 Pietro Corsi, L’evoluzionismo prima di Darwin. Baden Powell e il dibattito anglicano (1800-1860), Ed. Morcelliana, Brescia 2014, pp. 496, € 25,00.

 

Quando si parla di evoluzionismo, si rischia di arenarsi in dibattiti insuperabili tra ragioni della fede e della scienza. Una disputa che raggiunse un apice importante con la pubblicazione delle teorie evoluzionistiche di Jean-Baptiste Lamarck e del più noto Charles Darwin che, anche attualmente, continua a rendere difficile il dialogo tra teologia e scienza.

Già intorno alla seconda metà dell’Ottocento, alcuni teologi tra i più lungimiranti ed illuminati iniziarono ad aprirsi alle nuove teorie scientifiche che, naturalmente, ponevano insormontabili interrogativi al creazionismo biblico che pretendeva di collocare l’età geologica della Terra a non più di 6000 anni prima. La complessità dell’evoluzione geologica e biologica accertò, invece, nuovi parametri di misura che si muovevano intorno ai milioni di anni…L’evoluzione della specie metteva in discussione l’intera antropologia cristiana che poneva l’uomo al centro del creato. Conosciuto soprattutto per essere il fondatore dei “Boy Scout”, Baden Powell, teologo anglicano e noto matematico, si colloca tra i principali interpreti di questo dibattito dell’età moderna.

Indaga su questa disputa e rende onore allo sforzo intellettuale di Powell, Pietro Corsi, docente di Storia della Scienza presso l’Università di Oxford e prolifico autore di pubblicazioni, monografie e saggi sul pensiero evoluzionistico predarwiniano in Europa e sul rapporto tra scienza-religione. Come teologo liberale anglicano e come scienziato, egli fu tra i primi a sostenere l’autonomia reciproca tra scienza (Libro delle opere di Dio) e Rivelazione (Libro della Parola di Dio) provocando intorno a sé contestazioni ed opposizioni non lievi.

Il lettore ha la possibilità di conoscere un quadro più ampio che comprende l’ambiente elitario degli intellettuali di Inghilterra d’inizio Ottocento, le questioni teologico-scientifiche tra Chiesa anglicana e l’intellighenzia universitaria dell’epoca e l’ambiente scientifico e filosofico in cui approdò la rivoluzione darwiniana.

Powell, come afferma l’Autore, è stato in grado di sostenere «che la successione delle forme di vita nel corso della storia della Terra era uno dei fondamenti necessari per una teologia naturale che insistesse sul ruolo della legge divina, piuttosto che sulla volontà imperscrutabile del Creatore, per spiegare gli accadimenti naturali e umani».

Un esempio di dialogo, quindi, intessuto tra le istanze più varie della modernità teologica, scientifica e filosofica. Un esempio anche per il mondo dello Scoutismo inserito nel sempre più variegato contesto culturale in cui è chiamato a testimoniare, con lucidità e consapevolezza, la fede cristiana.

 

(fgb)

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Maggio 2015 07:15 )

 

La Vetrinetta

 GIORGIO CAMPANINI, Bene comune. Declino e riscoperta di un concetto, EDB, Bologna 2014, pp. 104, € 10.

 
Lo spessore intellettuale e l’indiscussa autorevolezza del prof. Giorgio Campanini autorizzano a segnalare questa analisi del tema del bene comune affrontato con particolare attenzione al suo sviluppo nella storia.
In questo nostro tempo, il concetto di bene comune è sicuramente in crisi. Il sottotitolo del libro, infatti, esprime questa consapevolezza, ma tende a proiettarla verso un’apertura di riscoperta e di rilancio.
Nel secondo dopoguerra si era assistito a una forte spinta solidaristica che mirava al risollevamento delle economie dei singoli Stati coinvolti nel conflitto, ma anche al miglioramento delle condizioni di vita – sociali, politiche, culturali – delle popolazioni colpite da quel flagello.
Dopo il boom degli anni ’50 e ’60, però, la tendenza è cambiata sempre più drasticamente fino a raggiungere quelle punte di individualismo e di rivendicazioni autoreferenziali che caratterizzano la mentalità del nostro tempo e che condizionano non solo i modelli economico-finanziari globali, ma la stessa cultura fortemente soggettivistica.
Lo studio del Campanini lascia così emergere, alla radice del concetto di bene comune, le implicazioni politiche ad esso collegate e l’esigenza di ricostruire, a partire dalla memoria e dall’insegnamento che la storia universale ci consegna, un terreno di valori altrettanto universali su cui potersi confrontare indipendentemente dalle diverse appartenenze religiose, culturali, politiche.
Il sogno/utopia di un “nuovo ordine mondiale” e di un “governo mondiale” trovò voce autorevole nelle parole di Jacques Maritain nel 1947 durante la Conferenza Generale dell’Unesco. Un modello che trovava precedenti importanti nel mondo greco e poi romano, nelle idealizzazioni della medievale res publica christiana e nel Romanticismo, fino agli scritti di Antonio Rosmini e di Vincenzo Gioberti.
L’Autore pone come condizione imprescindibile per questo cambiamento di mentalità «il diffuso e convinto consenso dei cittadini, senza il quale un’ipotetica comunità mondiale sarebbe priva di solide basi e sarebbe destinata a fallire». Questo consenso dovrebbe convergere innanzitutto verso l’accoglienza incondizionata del rispetto dei diritti umani e delle fondamentali libertà civili, verso il bilanciamento del potere tra i diversi sistemi democratici, verso un comune principio di solidarietà e il pieno accordo a dirimere ogni eventuale controversia nel dialogo e nella mediazione senza mai ricorrere all’uso della violenza.
Come ribadisce Giorgio Campanini, al fondo della riscoperta del bene comune è il comune amore dell’Infinito da cui nasce la passione per la finitezza. Il cristianesimo, in questo senso, appare quanto mai attrezzato a proporre il superamento dei particolarismi in favore di un bene più grande, quello comune, appunto!
(fgb)
 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 06 Maggio 2015 07:27 )

 

Pubblicata la 5a parte del sussidio pastorale 2014-2015

È stata pubblicata la nuova parte del sussidio pastorale unitario 2014-2015

link alla nuova parte (la quinta):

Sussidio pastorale unitario
- LA GRATUITA' -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 5a parte )


Link alle parti precedenti:

link alla 4a parte:

Sussidio pastorale unitario
- LA SEQUELA -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 4a parte )


link alla 3a parte:

Sussidio pastorale unitario
- LA SALVEZZA -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 3a parte )

link alla 2a parte:

Sussidio pastorale unitario
- PER LA VITA DEL MONDO -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 2a parte )

link alla 1a parte:

Sussidio pastorale unitario
- PER LA VITA DEL MONDO -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 1a parte )

Il link per scaricare le cinque parti del sussidio è anche nella colonna destra del sito.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 22 Aprile 2015 08:57 )

 

La Vertinetta

AA.VV., «Tantum Aurora est». Donne e Concilio Vaticano II, a cura di Marinella Perroni, Alberto Melloni e Serena Noceti, LIT, Zurigo-Berlino 2012, pp. 389, € 36,00.

 

«Vedo profilarsi dei tempi in cui non ci sarà più ragione di sottovalutare animi virtuosi e forti per il solo fatto che appartengono a donne». Così affermava S. Teresa d’Avila, della quale ricorre quest’anno il quinto centenario della nascita.

La sua visione lungimirante e positiva ben si coniuga con il titolo di quest’opera imponente che riprende un’espressione della lettera d’indizione del Concilio Vaticano II. Letteralmente: “È appena l’aurora!”, per definire il Concilio proprio come il semplice inizio di grandi novità che avrebbero interessato il cammino della Chiesa universale. Tra queste, va senz’altro annoverato il ruolo della donna nella Chiesa, con il suo specifico di sensibilità, intuito e doti morali ed intellettuali non ancora pienamente valorizzato dalla gerarchia ecclesiastica.

Questo studio è dedicato all’analisi della partecipazione delle donne uditrici laiche al Concilio Vaticano II ed evidenzia il contributo di alcune di esse che furono capaci di attivare alcune delle petizioni più importanti del Concilio.

Serena Noceti, dottoressa in Teologia e tra le curatrici del libro, non nasconde le difficoltà ancora presenti nei confronti dei laici e, in particolare, delle donne dovuta alla forte impronta maschilista e patriarcale che caratterizza la struttura ecclesiastica. Lei stessa afferma che «molto rimane ancora da fare per diffondere “alla base” gli strumenti interpretativi necessari e per maturare “al centro” nuovi equilibri organizzativi».

Il Concilio si presenta come uno spartiacque per la partecipazione delle donne nella Chiesa; esso pone i presupposti per il pieno riconoscimento della piena soggettualità ecclesiale basata sul battesimo e apre al mondo femminile opportunità reali circa una presenza visibile e un’azione autorevole.

Questa novità ha preso piede in alcuni ambiti (catechismo, carità, liturgia, coordinamento pastorale, missione, partecipazione agli organismi ecclesiali nazionali ed internazionali, associazioni e movimenti laicali), ma resta ancora lontana dai centri di responsabilità, dall’insegnamento accademico e dalla ricerca a causa del persistere di pregiudizi diffusi. Purtroppo sono ancora rari, soprattutto in Italia, i riconoscimenti in tal senso: basti pensare alla nomina di suor Mary Melone come primo rettore donna della Pontificia Università Antonianum per il triennio 2014-17, o alla nomina di due donne (Bruna Costacurta e suor Nuria Calduch-Benages) tra i membri della Pontificia Commissione biblica.

Papa Francesco, nella nota intervista alla Civiltà Cattolica, denunciava il rischio del maschilismo e auspicava una più massiccia presenza femminile “nei luoghi dove si prendono le decisioni importanti”.

La lettura di questo studio potrà aiutare le donne – e non solo! – a trovare le motivazioni e il desiderio per un maggiore impegno nel cammino ecclesiale.

(fgb)

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Aprile 2015 16:32 )

 

AVVISO

AVVISO

 

GLI UFFICI DELLA CURIA RIMARRANNO CHIUSI DA VERNERDI' 3 MARZO FINO A MARTEDI' 7 MARZO.

PER URGENZE CONTATTARE IL PROPRIO PARROCO.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Aprile 2015 16:28 )

 

Colletta per la Terra Santa

Un amore doveroso verso i fratelli cristiani di Terra Santa

 

Colletta del Venerdì Santo

 

 

In un recente rapporto della Confedercontribuenti si legge: «Nonostante la crisi economica gli italiani si confermano popolo solidale e generoso. La vera protagonista della fede è la carità. Le risposte del popolo italiano sono sempre più grandi della paura e della crisi nelle quali vive!».

In questo tempo di Quaresima, la Parola di Dio ripresa con insistenza dal Santo Padre FRANCESCO, ci invita ad imparare la strada del bene e a percorrerla con autenticità, donando il nostro tempo al prossimo e condividendo generosamente con i bisognosi quanto più ci è possibile.

Il Venerdì Santo, per tradizione antica della Chiesa, che si fa risalire all’Apostolo Paolo, è la Giornata della Carità dedicata alla Colletta per la Terra Santa. Il Beato Paolo VI, con previsione profetica, ha esteso il territorio di Terra Santa anche alle Nazioni che sono state culla del Cristianesimo primitivo e che oggi vivono situazioni di guerra e di odio.

Il Santo Padre, il 21 dicembre, ci ricordava che le sofferenze di questi fratelli e sorelle che vivono in queste Nazioni sono “aggravate negli ultimi mesi a causa dei conflitti e persecuzioni che tormentano la Regione. Questa sofferenza grida verso Dio e fa appello all’impegno di tutti noi, nella preghiera e in ogni tipo di iniziativa”.

La raccolta di fondi è regolata da apposite disposizioni dei Papi ed è affidata sia alla Custodia Francescana in Terra Santa (in memoria del viaggio di S. Francesco e della generosa, continua e fedele presenza dei Francescani a nome di tutti i Cristiani), sia alla Congregazione per le Chiese Orientali.

Numerose sono le Congregazioni religiose, le Associazioni e i Gruppi (tra i quali i Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme) che svolgono attività caritative, sociali, educative e di soccorso per la Terra Santa.

Sollecito vivamente i sacerdoti e i fedeli tutti a pregare per questi nostri fratelli, ma anche ad essere generosi perché non manchino loro scuole, ospedali, negozi e botteghe, sostegno alle famiglie e alla vita pastorale, insieme a condizioni che permettano ai giovani di rimanere nelle loro terre senza dover emigrare.

Di seguito troverete indicati alcuni dei settori nei quali vengono investiti i contributi.

La carità che siamo chiamati a soccorrere è mirata totalmente ad alleviare, con la prossimità del Buon Samaritano, coloro che sono oppressi e martiri - cioè testimoni - pur di rimanere fedeli al Signore Risorto, nella Sua Terra. Per questo, insieme a loro, anche noi tutti, in Antiochia, fummo chiamati per la prima volta cristiani.

La Pace del Risorto ci renda coraggiosamente generosi.

Con affetto, il Vostro arcivescovo

 

 

+ Francesco Giovanni

 

P.S.: Tutte le offerte e i risparmi raccolti nella giornata del Venerdì Santo saranno devoluti per la Terra Santa.

 

 

 

 

 

 

Elenco di alcune iniziative già da tempo avviate

a sostegno della Terra Santa:

 

-         Opere di manutenzione ordinaria e straordinaria a Gerusalemme (Santo Sepolcro, Orto degli Ulivi al Getsemani, Convento del Cenacolo), nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, a Magdala (città di Maria Maddalena), al sito archeologico di Cafarnao, al Santuario della Trasfigurazione sul Monte Tabor, al sito e santuario di Sefforis, a Cana di Galilea, in Giordania presso il Santuario di Mosè sul Monte Nebo.

-         Opere in favore dei Giovani: 295 borse di studio universitarie; sostegno a 10 piccole imprese artigiane; istituzione di laboratori e corsi di formazione professionale per la lavorazione del legno d’ulivo e la madreperla.

-         Attività per le Famiglie: Consultorio familiare parrocchiale; Casa Francescana del Fanciullo; Assistenza Medica; Ristrutturazione di abitazioni per i più bisognosi.

-         Opere in favore delle Comunità Parrocchiali: A Betlemme, il Centro di Azione Cattolica e l’ampliamento del Cimitero parrocchiale; a Nazareth, la realizzazione di spazi ricreativi per i bambini.

-         Appartamenti per i poveri e le giovani coppie sia a Gerusalemme che a Betlemme.

-         Promozione di opere culturali con un sostegno all’Università di Betlemme, alla Facoltà di Scienze Bibliche e di Archeologia dello Studium Biblicum Francescanum di Gerusalemme, e la realizzazione di un sito web aggiornato dei Luoghi di culto cristiano.

-         Aiuto e sostegno alle popolazioni del Libano e della Siria.

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 01 Aprile 2015 16:46 )

 

La Vetrinetta

Maurizio Compiani, Meditare con Marco la Pasqua di Gesù, EDB, Bologna 2014, pp. 200, € 17,00.

 

L’anno liturgico in corso (ciclo B) propone la meditazione della Passione del Signore secondo il Vangelo di Marco.

Maurizio Compiani è sacerdote della diocesi di Cremona, docente di Teologia presso la sede cremonese dell’Università Cattolica e di Esegesi biblica all’Istituto di Scienze Religiose di Crema-Cremona-Lodi e Mantova, nonché Assistente pastorale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona.

Con semplicità ma anche sostenuto dalla solidità della sua formazione biblica, l’Autore propone la lettura dell’ultimo capitolo del Vangelo di Marco che, come si sa, è composto da due parti: i primi otto versetti (finale corto) che descrivono l’arrivo delle donne alla tomba vuota; gli ultimi dodici (finale lungo) che narrano le apparizioni di Gesù risorto.

La prima conclusione era caratterizzata dalla fuga, dal silenzio e dalla paura delle donne: «Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore. E non dissero niente a nessuno, perché erano impaurite» (Mc 16,8). L’aggiunta successiva, attinta all’ispirazione dello Spirito e alla tradizione dei racconti pasquali, offre un esito positivo dell’evento della Risurrezione esponendo una sorta di riassunto delle apparizioni del Risorto.

L’accento è posto sull’urgenza della missione fondata sulla presenza del Risorto e sul suo pressante invito: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura» (v. 15).

L’unanime consenso attribuito dalle antiche comunità cristiane a questa finale le ha conferito tutta la legittimità del racconto biblico contraddistinto non solo dalla narrazione storica degli eventi, ma anche dal percorso di fede che i primi cristiani hanno dovuto attraversare.

In prossimità delle feste pasquali, è bene sostare di fronte al mistero della Risurrezione non solo attraverso la partecipazione attiva alle liturgie, ma nutrendo la nostra vita spirituale con una lettura approfondita dell’evento che fonda la nostra fede e anche la personale missione di evangelizzatori nella vita quotidiana, secondo l’incessante esortazione di Papa FRANCESCO.

 

(fgb)

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 01 Aprile 2015 16:44 )

 

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