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Pasqua dei Giovani

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 28 Marzo 2014 09:37 )

 

Sussidio pastorale scheda 4

Di seguito la scheda 4 del sussidio pastorale unitario in firmato doc

>> Dalla PAROLA alla CARITA' - Sussidio pastorale unitario - scheda 4

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 26 Febbraio 2014 00:05 )

 

Messaggio dell’Arcivescovo per la Quaresima 2014

 Servire l’umanità come Cristo si è fatto servo per noi

 

Con mercoledì 5 marzo inizia il tempo dei quaranta (quaresima) giorni precedenti la Pasqua e, quindi, la preparano. È tempo da viversi mediante la penitenza nel rinnovamento della nostra mentalità per cambiare stile di vita, per mettere in atto comportamenti cristiani. È un invito a risvegliarci dal torpore della mediocrità, a contemplare decisamente Gesù perché crei in noi la disposizione del cuore a seguirlo con una vita sincera come ce la indica il Suo vangelo.

 

1.            Papa FRANCESCO, nel Suo messaggio, propone e medita per noi la seguente espressione di San Paolo tratta dalla Seconda lettera ai Corinzi: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9). Anche il Papa emerito Benedetto XVI nella quaresima del 2008 ha proposto alla Chiesa la meditazione su questa densissima affermazione cristologica. Paolo richiama la chiesa di Corinto, da poco da lui fondata, di riconoscere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, quindi Dio Egli Stesso nella Sua onnipotenza. Per stare con noi, l’Emmanuele (Is 7,14; Mt 1,23) ha scelto un processo d’impoverimento, di kénosis, di abbassamento. Facendosi uomo per noi, fragile e mortale, donando la vita per noi, si è messo al nostro servizio riscattandoci dalla nostra condizione e ponendoci per grazia, per amore, nell’amicizia con Dio e con gli uomini tutti.

Lo scandalo della croce” (Gal 5,11) che ci sarà proposto a Pasqua esprime il movimento dell’azione di Dio che, nel Figlio, assume la condizione di uomo. Lui l’Immortale, il Signore della vita, si lascia crocifiggere affinché noi viviamo. Per rompere la nostra mentalità di potenza e di autosufficienza, cioè di peccatori, “Dio in Gesù ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo” (GS 22).

2.                Il cammino quaresimale è tempo di purificazione. Siamo sollecitati a seguire la via di abbassamento seguita da Gesù senza aver paura di perderci. Proprio perché Egli condivise la nostra condizione fino a morire, ci incoraggia per la via della fiducia, del servizio, dell’“amore fino alla fine” (Gv 13,1).

La povertà condivisa con gli uomini è piena di divina compassione la quale genera il perdono. Il Salvatore, a Pasqua, ci rivela il segreto di questo Suo farsi povero per noi: ha assunto per noi l’annientamento, quella povertà che ci viene indicata come autentica ricchezza di comunione con Dio e con gli uomini tutti. Vincendo il peccato e la morte, Egli infonde, a quanti sono trattati come insignificanti agli occhi del mondo, la speranza certa di contare agli occhi del Creatore: gli ultimi di turno! La liberazione degli Israeliti dalla schiavitù d’Egitto, attraverso il mediatore Mosé, continua oggi in Cristo, nel perenne disegno del Padre.

Proponendo la frase paolina, il Papa desidera certamente indicarci la via della povertà come via privilegiata di condivisione e di prossimità con i poveri, ma intende anche metterci davanti alle intenzioni del Figlio di Dio che, con l’incarnazione, in comunione con il Padre nello Spirito Santo, ha scelto la via della condivisione della nostra fragilità umana e si è “spogliato” della Sua condizione per farsi nostro servo.

3.                “Io sto in mezzo a voi come colui che serve”( Lc 22,27) dice Gesù nel vangelo. È necessario che impariamo ad incontrare l’altro nella sua prossimità; nel suo bisogno reale, che ci diamo pensiero e che ci accorgiamo di quale sia il suo bisogno. E non sempre è un’urgenza materiale, non sempre è il segno di un degrado della persona. Allora è necessario che il nostro servizio agli altri - il Papa ci propone il termine diakonìa, parola tipica della vita cristiana - ci faccia chinare sulla sofferenza altrui. Coloro che necessitano una diakonìa del corpo abbisognano, per giustizia e carità, della nostra condivisione, dei nostri beni e del nostro tempo. Coloro che chiedono un accompagnamento per riscoprire il dono dell’incontro con Dio, ci chiedono una diakonìa della Parola di Dio. Coloro ai quali la tradizione cristiana o la tiepidezza della nostra vita non li fanno incontrare con la bellezza del Signore Risorto, si attendono una diakonìa della fede, un aiuto fraterno e gioioso a riscoprire Cristo.

4.                La Quaresima ci mette davanti l’infinito amore di Dio espresso in Gesù Cristo. A Pasqua ci viene donata la grazia per vivere come ci ricorda l’evangelista Giovanni: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13,14-15). Prendiamo con coraggio la decisione di vivere personalmente e come comunità quanto ci viene suggerito ogni giorno in questo tempo forte. I cambiamenti dello stile di vita e la riforma della Chiesa non dipenderanno solo dall’impegno dell’amato Papa Francesco, ma dalla responsabilità e dalla conversione di ciascuno di noi.

Ci conforti con gioiosa fiducia e ci accompagni la Vergine Santissima la quale, seguendo il Figlio Maestro, si dirige decisamente al Calvario per accogliere il dono della Sua morte e risurrezione.

 

Con affetto, Vi benedice il Vostro arcivescovo

 

+Francesco Giovanni

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Febbraio 2014 18:19 )

 

E' scomparso don Antonio Massucci

 L’Arcivescovo, Monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, con gli Arcivescovi emeriti i Monsignori Gioia e Fagiani, insieme al Presbiterio e ai Diaconi, ai Religiosi e Religiose, ai Familiari e ai Fedeli dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche partecipa che la sera del 18 febbraio, il Signore ha chiamato a Sé

 
Mons. Antonio MASSUCCI,
di anni 86
 
   Ricordando con gratitudine il suo lungo e generoso ministero pastorale a Serravalle di Chienti, ad Agolla di Sefro e a Fiegni e l’impegno come rettore del Seminario minore di Camerino, riaffidiamo don Antonio alla tenerezza del Padre e invochiamo per Lui il premio promesso ai servi buoni e fedeli. Condividiamo nella preghiera il dolore dei Famigliari tutti.
      La Messa delle esequie sarà presieduta dall’Arcivescovo giovedì 20 febbraio alle ore 15.00 nella Chiesa parrocchiale del Beato Ugolino di Fiegni.
 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 19 Febbraio 2014 12:07 )

 

E' scomparso Mons. Annibale Papa

 L’Arcivescovo, Monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, con gli Arcivescovi emeriti i Monsignori Gioia e Fagiani, insieme al Presbiterioe ai diaconi, ai Religiosi e Religiose, ai Familiari e ai Fedeli dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche partecipa che al mattino del 18 febbraio, il Signore ha chiamato a Sé

 

Mons. Can. Annibale PAPA,

Prelato d’onore di Sua Santità,

di anni 89

 

Ringraziamo il Signore per il dono del Suo generoso e fedele ministero sacerdotale vissuto come Parroco delle Comunità di Elcito, Ugliano, Parolito, Taccoli e Pitino, ricoprendo ruoli importanti come quello di Economo Diocesano e partecipando con dedizione e competenza agli Organismi vari dell’arcidiocesi.

L’intera Comunità arcidiocesana è vicina al dolore delle amate sorelle Giustina, Utilia e dei familiari tutti, ed invita ad elevare preghiere di cristiano suffragio per l’anima del compianto sacerdote.

Mercoledì 19 febbraio alle ore 9.00 sarà celebrata una santa Messa con i fedeli della parrocchia di Pitino, da dove la salma partirà per le esequie presiedute dall’Arcivescovo nella Chiesa Concattedrale di San Severino Marche, alle ore 15.00.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 18 Febbraio 2014 13:30 )

 

Messaggio dell’Arcivescovo per il convegno a Milano

 

Carissimi Lettori de L’Appennino Camerte, amici dell’Arcidiocesi Camerino-San Severino Marche e Marchigiani che vivete in Milano,

 

mi è gradita l’occasione d’inviarVi per il tramite di Don Vincenzo Finocchio, Direttore del Settimanale, del rag. Mario Staffolani, collaboratore responsabile del giornale e di Radio C1 in blu, e del Prof. Ettore Orsomando, Presidente della Fondazione Maria Sofia Giustiniani Bandini (MA.SO.GI.BA.) il mio più sincero saluto. Verrò anch’io, una prossima volta, prendendo parte volentieri agli incontri periodici del “Circolo Enrico Mattei” che vede convenire tanta Gente che vive fuori delle nostre e Vostre terre.

Perdonatemi questo ricordo personale: appena prete sono stato nominato dall’Arcivescovo Carlo Maria Martini cappellano, il primo, dell’Università degli Studi di Milano (la Statale) in via Festa del Perdono e ci rimasi dal 1989 fino al 1995. Ebbene, ebbi l’assidua collaborazione e divenni amico del Direttore Generale dell’Università il caro Dott. Sori, originario di Camerino. Conobbi dai suoi racconti la bellezza e la nobile storia delle terre che vi sono familiari. E domenica 28 ottobre del 2007 verso le 19.15, dopo la mia presa di possesso dell’Arcidiocesi, in Piazza Cavour mi sentii apostrofare : “…e Lei che ci fa qui?”. Ci abbracciammo e pensando che non avesse più radici in Camerino gli risposi: “...e Lei che fa qui?”. E lui: “ma io sono di Camerino!”.

Comprendo l’importanza di mantenere il legame affettivo, e magari in solido, con la terra delle proprie origini, la storia degli avi, la cultura degli usi e costumi che si portano dentro come patrimonio della propria identità, la lingua che fuoriesce quando il cuore è gonfio, la fede nei propri santi e tradizioni cristiane che scandivano il ritmo del tempo, le vicende che hanno indotto a far fagotto per un avvenire migliore e più sicuro. Tutto questo, e ancor più, alimenta e vive nella memoria.

1. Tuttavia, cari amici, è necessario che oggi si sappia dare nuovo impulso al cammino che ci attende. Intendo dire che tra Voi che ritornate quando vi è possibile e volentieri nei Vostri territori e noi che continuiamo ad abitarli con le generazioni, con la cultura, nelle situazioni economico-sociali d’oggi, non ci sia solo la forza e l’anima del ricordo, ma noi e Voi dobbiamo sviluppare un’autentica cultura della contemporaneità. Il patrimonio che Voi portate nel cuore non deve rendere la vita nostra, degli abitanti di oggi, “personaggi da museo”. Le bellezze della natura e dell’arte, la laboriosità e il benessere odierni, i complessi mutamenti sociali dei nostri territori, richiedono di essere guardati con gli occhi del ventunesimo secolo. In questo processo dinamico vive anche l’esperienza della religiosità illuminata e resa più autentica dal Concilio vaticano II.


Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Febbraio 2014 13:14 )

 

DUE GIORNI EDUCATORI

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Gennaio 2014 09:43 )

 

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