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Tre giorni diocesana - sabato 27 giugno 2015

Tre giorni diocesana

Materiale di sabato 27 giugno 2015

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Luglio 2015 19:41 )

 

Lectio dell’Arcivescovo ad Ancona, sabato 20 giugno

Lectio dell’Arcivescovo Francesco Giovanni tenuta ad Ancona, sabato 20 giugno, ai delegati regionali per il Convegno Ecclesiale di Firenze.

 

Scarica in testo in formato .doc

 

La giornata di Cafarnao
 
Marco 1,21-34
 
21Giunsero a Cafarnao e subito Gesù, entrato di sabatonella sinagoga, insegnava.22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

 


Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Giugno 2015 21:46 )

 

Enciclica Laudato Sì

Lettera Enciclica Laudato Sì del Santo Padre Francesco sulla cura della Casa Comune

Ultimo aggiornamento ( Sabato 20 Giugno 2015 17:32 )

 

La Vetrinetta

 Pietro Corsi, L’evoluzionismo prima di Darwin. Baden Powell e il dibattito anglicano (1800-1860), Ed. Morcelliana, Brescia 2014, pp. 496, € 25,00.

 

Quando si parla di evoluzionismo, si rischia di arenarsi in dibattiti insuperabili tra ragioni della fede e della scienza. Una disputa che raggiunse un apice importante con la pubblicazione delle teorie evoluzionistiche di Jean-Baptiste Lamarck e del più noto Charles Darwin che, anche attualmente, continua a rendere difficile il dialogo tra teologia e scienza.

Già intorno alla seconda metà dell’Ottocento, alcuni teologi tra i più lungimiranti ed illuminati iniziarono ad aprirsi alle nuove teorie scientifiche che, naturalmente, ponevano insormontabili interrogativi al creazionismo biblico che pretendeva di collocare l’età geologica della Terra a non più di 6000 anni prima. La complessità dell’evoluzione geologica e biologica accertò, invece, nuovi parametri di misura che si muovevano intorno ai milioni di anni…L’evoluzione della specie metteva in discussione l’intera antropologia cristiana che poneva l’uomo al centro del creato. Conosciuto soprattutto per essere il fondatore dei “Boy Scout”, Baden Powell, teologo anglicano e noto matematico, si colloca tra i principali interpreti di questo dibattito dell’età moderna.

Indaga su questa disputa e rende onore allo sforzo intellettuale di Powell, Pietro Corsi, docente di Storia della Scienza presso l’Università di Oxford e prolifico autore di pubblicazioni, monografie e saggi sul pensiero evoluzionistico predarwiniano in Europa e sul rapporto tra scienza-religione. Come teologo liberale anglicano e come scienziato, egli fu tra i primi a sostenere l’autonomia reciproca tra scienza (Libro delle opere di Dio) e Rivelazione (Libro della Parola di Dio) provocando intorno a sé contestazioni ed opposizioni non lievi.

Il lettore ha la possibilità di conoscere un quadro più ampio che comprende l’ambiente elitario degli intellettuali di Inghilterra d’inizio Ottocento, le questioni teologico-scientifiche tra Chiesa anglicana e l’intellighenzia universitaria dell’epoca e l’ambiente scientifico e filosofico in cui approdò la rivoluzione darwiniana.

Powell, come afferma l’Autore, è stato in grado di sostenere «che la successione delle forme di vita nel corso della storia della Terra era uno dei fondamenti necessari per una teologia naturale che insistesse sul ruolo della legge divina, piuttosto che sulla volontà imperscrutabile del Creatore, per spiegare gli accadimenti naturali e umani».

Un esempio di dialogo, quindi, intessuto tra le istanze più varie della modernità teologica, scientifica e filosofica. Un esempio anche per il mondo dello Scoutismo inserito nel sempre più variegato contesto culturale in cui è chiamato a testimoniare, con lucidità e consapevolezza, la fede cristiana.

 

(fgb)

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Maggio 2015 07:15 )

 

La Vetrinetta

 GIORGIO CAMPANINI, Bene comune. Declino e riscoperta di un concetto, EDB, Bologna 2014, pp. 104, € 10.

 
Lo spessore intellettuale e l’indiscussa autorevolezza del prof. Giorgio Campanini autorizzano a segnalare questa analisi del tema del bene comune affrontato con particolare attenzione al suo sviluppo nella storia.
In questo nostro tempo, il concetto di bene comune è sicuramente in crisi. Il sottotitolo del libro, infatti, esprime questa consapevolezza, ma tende a proiettarla verso un’apertura di riscoperta e di rilancio.
Nel secondo dopoguerra si era assistito a una forte spinta solidaristica che mirava al risollevamento delle economie dei singoli Stati coinvolti nel conflitto, ma anche al miglioramento delle condizioni di vita – sociali, politiche, culturali – delle popolazioni colpite da quel flagello.
Dopo il boom degli anni ’50 e ’60, però, la tendenza è cambiata sempre più drasticamente fino a raggiungere quelle punte di individualismo e di rivendicazioni autoreferenziali che caratterizzano la mentalità del nostro tempo e che condizionano non solo i modelli economico-finanziari globali, ma la stessa cultura fortemente soggettivistica.
Lo studio del Campanini lascia così emergere, alla radice del concetto di bene comune, le implicazioni politiche ad esso collegate e l’esigenza di ricostruire, a partire dalla memoria e dall’insegnamento che la storia universale ci consegna, un terreno di valori altrettanto universali su cui potersi confrontare indipendentemente dalle diverse appartenenze religiose, culturali, politiche.
Il sogno/utopia di un “nuovo ordine mondiale” e di un “governo mondiale” trovò voce autorevole nelle parole di Jacques Maritain nel 1947 durante la Conferenza Generale dell’Unesco. Un modello che trovava precedenti importanti nel mondo greco e poi romano, nelle idealizzazioni della medievale res publica christiana e nel Romanticismo, fino agli scritti di Antonio Rosmini e di Vincenzo Gioberti.
L’Autore pone come condizione imprescindibile per questo cambiamento di mentalità «il diffuso e convinto consenso dei cittadini, senza il quale un’ipotetica comunità mondiale sarebbe priva di solide basi e sarebbe destinata a fallire». Questo consenso dovrebbe convergere innanzitutto verso l’accoglienza incondizionata del rispetto dei diritti umani e delle fondamentali libertà civili, verso il bilanciamento del potere tra i diversi sistemi democratici, verso un comune principio di solidarietà e il pieno accordo a dirimere ogni eventuale controversia nel dialogo e nella mediazione senza mai ricorrere all’uso della violenza.
Come ribadisce Giorgio Campanini, al fondo della riscoperta del bene comune è il comune amore dell’Infinito da cui nasce la passione per la finitezza. Il cristianesimo, in questo senso, appare quanto mai attrezzato a proporre il superamento dei particolarismi in favore di un bene più grande, quello comune, appunto!
(fgb)
 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 06 Maggio 2015 07:27 )

 

Pubblicata la 5a parte del sussidio pastorale 2014-2015

È stata pubblicata la nuova parte del sussidio pastorale unitario 2014-2015

link alla nuova parte (la quinta):

Sussidio pastorale unitario
- LA GRATUITA' -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 5a parte )


Link alle parti precedenti:

link alla 4a parte:

Sussidio pastorale unitario
- LA SEQUELA -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 4a parte )


link alla 3a parte:

Sussidio pastorale unitario
- LA SALVEZZA -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 3a parte )

link alla 2a parte:

Sussidio pastorale unitario
- PER LA VITA DEL MONDO -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 2a parte )

link alla 1a parte:

Sussidio pastorale unitario
- PER LA VITA DEL MONDO -
sentieri di comunione per l’anno pastorale 2014-2015 – ( 1a parte )

Il link per scaricare le cinque parti del sussidio è anche nella colonna destra del sito.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 22 Aprile 2015 08:57 )

 

La Vertinetta

AA.VV., «Tantum Aurora est». Donne e Concilio Vaticano II, a cura di Marinella Perroni, Alberto Melloni e Serena Noceti, LIT, Zurigo-Berlino 2012, pp. 389, € 36,00.

 

«Vedo profilarsi dei tempi in cui non ci sarà più ragione di sottovalutare animi virtuosi e forti per il solo fatto che appartengono a donne». Così affermava S. Teresa d’Avila, della quale ricorre quest’anno il quinto centenario della nascita.

La sua visione lungimirante e positiva ben si coniuga con il titolo di quest’opera imponente che riprende un’espressione della lettera d’indizione del Concilio Vaticano II. Letteralmente: “È appena l’aurora!”, per definire il Concilio proprio come il semplice inizio di grandi novità che avrebbero interessato il cammino della Chiesa universale. Tra queste, va senz’altro annoverato il ruolo della donna nella Chiesa, con il suo specifico di sensibilità, intuito e doti morali ed intellettuali non ancora pienamente valorizzato dalla gerarchia ecclesiastica.

Questo studio è dedicato all’analisi della partecipazione delle donne uditrici laiche al Concilio Vaticano II ed evidenzia il contributo di alcune di esse che furono capaci di attivare alcune delle petizioni più importanti del Concilio.

Serena Noceti, dottoressa in Teologia e tra le curatrici del libro, non nasconde le difficoltà ancora presenti nei confronti dei laici e, in particolare, delle donne dovuta alla forte impronta maschilista e patriarcale che caratterizza la struttura ecclesiastica. Lei stessa afferma che «molto rimane ancora da fare per diffondere “alla base” gli strumenti interpretativi necessari e per maturare “al centro” nuovi equilibri organizzativi».

Il Concilio si presenta come uno spartiacque per la partecipazione delle donne nella Chiesa; esso pone i presupposti per il pieno riconoscimento della piena soggettualità ecclesiale basata sul battesimo e apre al mondo femminile opportunità reali circa una presenza visibile e un’azione autorevole.

Questa novità ha preso piede in alcuni ambiti (catechismo, carità, liturgia, coordinamento pastorale, missione, partecipazione agli organismi ecclesiali nazionali ed internazionali, associazioni e movimenti laicali), ma resta ancora lontana dai centri di responsabilità, dall’insegnamento accademico e dalla ricerca a causa del persistere di pregiudizi diffusi. Purtroppo sono ancora rari, soprattutto in Italia, i riconoscimenti in tal senso: basti pensare alla nomina di suor Mary Melone come primo rettore donna della Pontificia Università Antonianum per il triennio 2014-17, o alla nomina di due donne (Bruna Costacurta e suor Nuria Calduch-Benages) tra i membri della Pontificia Commissione biblica.

Papa Francesco, nella nota intervista alla Civiltà Cattolica, denunciava il rischio del maschilismo e auspicava una più massiccia presenza femminile “nei luoghi dove si prendono le decisioni importanti”.

La lettura di questo studio potrà aiutare le donne – e non solo! – a trovare le motivazioni e il desiderio per un maggiore impegno nel cammino ecclesiale.

(fgb)

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Aprile 2015 16:32 )

 

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