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Musei diocesani

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Dott.ssa Barbara Mastrocola

e-mail: beniculturali@arcidiocesicamerino.it

tel: 0737 630400 interno 212

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L’11 giugno 2022, all’interno del palazzo arcivescovile di San Severino Marche, è stato inaugurato il Museo dell’Arte Recuperata (MARec), il nuovo museo dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche.

Come ha affermato l’Arcivescovo Mons. Francesco Massara: “Dopo la distruzione provocata dal terremoto del 2016 nell’Italia centrale, la rinascita passa anche dal recupero delle opere d’arte. A donare nuova speranza a questo territorio duramente provato dal sisma, è proprio il museo della rinascita nel quale, accanto ai capolavori esposti, entrerà in funzione un laboratorio di restauro dove la creatività artistica potrà unirsi al desiderio di costruire, con il proprio talento, un futuro finalmente luminoso”.

Queste le parole della Direttrice Barbara Mastrocola: “Il museo diventa un ambiente dove i valori resistono e, per la comunità, un luogo d’incontro, quella piazza che molti nostri paesi non hanno più: una moderna agorà dove percepire, in uno spazio condiviso ma in modo autonomo, la vibrazione dei colori, l’ampiezza delle pennellate, il contorno di una figura, la forma e il peso delle opere”.

Ricchissimo è il patrimonio esposto, di cui fanno parte autentici gioielli come la Madonna del Monte di Lorenzo d’Alessandro o la statua lignea della Madonna di Macereto. Tra le tante e tante opere di ogni epoca e di qualità disparata, che hanno trovato ricovero provvisorio in questo antico palazzo, la scelta è stata dettata dalla volontà di comporre un quadro il più possibile rappresentativo della splendida arte sacra prodotta da queste terre e per queste terre tra il Duecento e il Settecento, riportando finalmente, davanti agli occhi del visitatore, almeno un po’ di quel meraviglioso patrimonio di cui le chiese dell’Arcidiocesi vanno fiere e che, un giorno, torneranno ad accogliere.

San Severino Marche, Via Cesare Battisti 11

Orario invernale: da martedì a venerdì: 10 – 13; sabato e domenica: 10 – 13; 15 – 18 – Orario estivo: da martedì a domenica: 10 – 13; 15 – 19

Statua lignea di S. Anatolia conservata presso il Deposito “Venanzina Pennesi” in Camerino MC

LE COLLEZIONI SONO FRUIBILI PRESSO IL DEPOSITO “VENANZINA PENNESI”, VIA MACARIO MUZIO, 6, CAMERINO:

Dal 9 ottobre 2022: Sabato e Domenica (e festivi): 10 – 13; 15 – 18

Museo diocesano “G. Boccanera” – Camerino

Direttrice responsabile: dott.ssa Barbara Mastrocola

tel. 366 6582674 (informazioni)
tel. 0737 630400 int. 212 (sede)

Il Museo, intitolato al prof. Mons. Giacomo Boccanera († 2004), che ne fu l’ideatore e realizzatore a partire dal 1965, è stato riaperto al pubblico l’8 dicembre 2004, a conclusione dei restauri della sede imposti dal sisma del 1997 e del riordino delle collezioni.

Diocesi

La diocesi affonda le sue origini in un adolescente martire romano, S. Venanzio, che avrebbe subito la morte nel 252 d. C. La serie dei vescovi ha origine con Geronzio vissuto nel V secolo. Pur con la sottrazione nel corso dei secoli di interi territori diocesani, Camerino, spesso sede di cardinali così da aver espresso anche un papa (Clemente, 1670-76), resta la circoscrizione ecclesiastica marchigiana più estesa.

Sede storica

Il Museo, allestito in un’ala del Palazzo arcivescovile, fu eretto dal vescovo Berardo Bongiovanni († 1574) accanto alla cattedrale ed edificato sulle mura delle città e su edifici medievali in parte inglobati e tuttora visibili nel suggestivo, vasto seminterrato. Il grande edificio, che si sviluppa intorno ad un ampio cortile interno e si distende sui due lati della piazza sopra pilastri eleganti e severi, ospita oltre al Museo la residenza del Vescovo, gli uffici della Curia, l’Archivio diocesano.

Collezioni

Tutte di grande interesse, raccolgono disegni, dipinti (affreschi, tavole, tele), sculture, oreficerie, tessuti, mobili. Le opere provenienti da alcune delle oltre cinquecento chiese della diocesi sono un’eloquente testimonianza di fede di un popolo mite e creativo che dette alla Chiesa decine e decine di santi, prelati eccezionali, un clero pio e colto e consentì la nascita di ben quattro ordini religiosi (Camaldolesi, Silvestrini, Osservanti, Cappuccini).

Ma le testimonianze non riguardano solo la pietà Camerino oltre che capoluogo di diocesi fu capitale della Signoria e poi ducato dei da Varano, una delle dinastie più partecipi della politica italiana fra ‘300 e ‘400, e, grazie al benessere economico raggiunto, assecondò complesse esperienze culturali: si pensi allo Studio qui attivo fin dal ‘200 ed elevato a Studio generale fin dal 1377, o alla Scuola pittorica locale che segnò tutto il ‘400.

Il Museo espone dipinti di Giovanni Boccati, Giovanni Angelo d’Antonio, Girolamo di Giovanni, del Maestro anonimo individuato proprio per lo straordinario trittico del 1454 in deposito al Museo, ma anche dipinti realizzati da maestri non camerti, come ad esempio Luca Signorelli, richiamato al pari di Carlo Crivelli dal mecenatismo di Giulio Cesare da Varano († 1502).

Inconsueta ed incantevole la raccolta di sculture lignee policrome medievali e rinascimentali. Splendide le tele dei secoli XVI – XVIII fra le quali si distinguono quelle di Lazzaro Baldi († 1703), Giuseppe Chiari († 1727) ,Francesco Trevisani († 1746).