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PostHeaderIcon Un prete singolare

Un illustre prete di Pioraco

Don Ferdinando Angelici, cugino ci primo grado di Ansovino, padre di Giacomo, nacque ad Esanatoglia il 27 luglio 1802.
Laureato in sacra Teologia, divenne prima Abate di sant’Antonio in Matelica, poi nel 1842 prevosto in Pioraco.
Missionario del Preziosissimo Sangue, la Compagnia fondata d San Gaspare del Bufalo, intraprese con successo, la vita di predicatore. E’ nominato nelle biografie di San Gaspare.
A Pioraco si impose per l’alta statura morale e per doti di fierezza e comando.
Fu amato dal popolo che ne sentì il fascino e ne ammirò le virtù e odiato dagli avversari politici di stampo liberale anticlericale, che vedevano in lui un reazionario del potere temporale pontificio ormai al tramonto.
Schernì con una lettera aperta il Sindaco di Pioraco che lo invitava a celebrare, nella prima domenica di giugno 1861, la festa nazionale commemorativa dell’unità d’Italia.
L’oltraggio al nuovo governo sabaudo gli costò un processo nel quale si difese da solo; fu scagionato in quanto, alla data del reato contestatogli, lo Stato Pontificio non era stato ancora ufficialmente annesso al Piemonte.
Morì avvelenato l 15 marzo 1872 all’età di 70 anni. Innumerevoli aneddoti venivano ricordati dai più anziani a suo riguardo.

Si dice che congiurarono contro di lui il Sindaco, il medico e il farmacista, che morirono poi tutti in malo modo.

Don Ferdinando ripristinò la processione del Cristo morto del Venerdì Santo secondo i riti della tradizione medievale; curò in modo particolare la devozione al SS.mo Crocifisso, la cui immagine, meravigliosamente affrescata da Girolamo di Giovanni, era venuta alla luce sotto l’intonaco della chiesa del Crocifisso, che allora aveva il nome di Ss. Annunziata. Aveva rispetto per tutti e nessun sussiego nei riguardi delle famiglie più abbienti del paese. Quando morì ci fu un vero concorso di popolo; tutti volevano un pezzetto della sua veste da conservare come reliquia. Fu sepolto nella chiesa del Crocifisso, sopra terra, in un sacello fatto di mattoni.
Nel 1972, centenario della morte, le spoglie sono state sistemate, a cura dei discendenti della famiglia Angelici, nel posto dove sono sempre state in un nuovo sarcofago di travertino.

Ultimo aggiornamento (Martedì 10 Novembre 2009 23:00)

 
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