Triduo Solenne in preparazione alla festa della Beata Camilla Battista Da Varano, Santa il 17 ottobre 2010.
Vita di s. Caterina da Bologna, di P. Giacomo Grassetti della Compagnia di Gesù - Bologna MDCCXXIV frammento della pagina 140 
“Anima Benedetta dall’Alto Creatore”
E' il primo verso dell'unica lauda che la Beata Camilla Battista Da Varano cita nella sua autobiografia. Piace riferirlo direttamente alla Sua persona, per questo costituisce il titolo del programma musicale che domenica 30 maggio 2010, apertura del Triduo Solenne per i festeggiamenti nell'anno della canonizzazione, è stato intonato tra le mura del Monastero di Santa Chiara a Camerino.
E' opportuno, al riguardo, dare alcune indicazioni circa i riferimenti storico-musicali che hanno guidato alla preparazione di questo concerto, così particolare, che presenta alcuni canti devozionali insieme ad altri di canti di musica colta coeva.
La Beata Battista racconta ("Autobiografia e opere complete” a cura di P. Silvano Bracci - Hamsa Edizioni. Vicenza 2009):
· Alla corte di Giulio Cesare, “tutto il resto (del tempo) non lo spendevo se non in suonare, cantare, ballare …” (cap. IV, pag.111); ha quindi avuto, come la maggior parte delle donne del suo rango, anche un’educazione musicale.
· Una volta presi i voti da Clarissa,“nel santo monastero di Urbino trovai il dolcissimo canto delle preghiere devote …” (cap. XII, pag.131); i canti delle preghiere devote altro non sono che le laudi.
· Nel monastero di Camerino “Suor Costanza… filava accanto al fuoco e io cucivo. Lei cominciò a cantare quella lauda (di Jacopone da Todi *) che dice: ‘Anima benedetta dal alto Creatore…’ e io le cominciai a tenere la seconda voce. Quando giunse a quelle parole che dicono: ‘resguarda quelle mani, resguarda quelli pei, resguarda quello lato, etc.’ non ne potei più: caddi in deliquio nelle braccia…” (cap. XII, pag.135).
A questo punto abbiamo avuto tutti gli elementi per identificare questa lauda, sia nel testo completo che nelle diverse versioni musicali, grazie al monumentale studio “Laudario Giustinianeo” che il prof. Francesco Luisi ha pubblicato per la Fondazione Levi di Venezia nel 1983.
Di questa lauda esistono 3 versioni con notazione musicale “a modo proprio” (cioè con musica espressamente scritta per questo testo) e 5 versioni con l’indicazione “cantasi come…” (cioè i versi della lauda venivano applicati sulla musica di un altro componimento già conosciuto).
* L’attribuzione a Jacopone di questa lauda non è attendibile (l’edizione completa dell’opera di Jacopone – a cura di F. Mancini, Laterza, Roma-Bari, 1990 - non la riporta) infatti nei “Commentari della volgar poesia” del canonico Giovanni Mario Crescimbeni (Venezia, 1730) è riportato il testo completo (una ripresa e sei stanze) ed è attribuito a Bianco da Siena, vissuto nel XIV sec. (della compagnia dei Gesuati o Ingesuati, un nucleo dei quali si trasferì in Venezia, lo stesso Bianco vi morì nel 1402). Precedentemente (Venezia, 1724) il Padre Gesuita Giacomo Grassetti nella sua “Vita di S. Caterina da Bologna” (de’ Vigri) attribuisce a questa Santa la composizione della lauda e la pubblica con la ripresa e quattro stanze (in una lingua più addolcita rispetto a quella del Bianco). A Venezia il nobile Leonardo Giustinian (1388-1446) raccolse il suo Laudario includendovi anche “Anima Benedetta…”, sempre con la ripresa e sei stanze, ma in ordine diverso e con inflessioni venete.
Crediamo, per vari motivi, che la versione riportata dal Grassetti sia la più vicina a quella conosciuta dalla Beata Camilla Battista; S. Caterina, che le apparve in visione, era una clarissa ed era anch’essa musicista (suonava la fidula, strumento ad arco medioevale) e probabilmente già ad Urbino la "Nostra Beata" aveva potuto ascoltare questa versione.
Diverso è il discorso per i quattro componimenti poetici della Beata Camilla Battista, dei quali soltanto tre possono considerarsi laudi, quindi, se vogliamo immaginare che l’autrice intendesse cantarli (cosa non provata, ma che presentarli oggi con il canto ci sembra un’operazione molto suggestiva) possono essere rivestiti di musica grazie alla prassi, molto usata nel periodo a cavallo tra il XV e XVI secolo, del “cantasi come” oppure con alcuni paradigmi musicali composti allo scopo e pubblicati a Venezia da Ottaviano Petrucci da Fossombrone nei primi del '500:
- Lauda della visione di Cristo, “cantasi come” la famosa chanson J’ay pris amours di Heinrich Isaac (1450- 1517).
- Contemplando Gesù crocifisso, su Modo di cantar versi latini di Antonio Caprioli (XV-XVI sec.), Petrucci, libro IV, Venezia 1505.
- A Maria, su Modo di cantar sonetti di Franciscus Venetus (XV-XVI sec.), Petrucci, libro IV, Venezia 1505.
A questo nucleo di canti devozionali abbiamo accostato alcuni esempi di musica dotta composti da autori legati alle Signorie di Pesaro-Rimini, Mantova e Ferrara, spesso in relazione con i Da Varano. Carlo Malatesta ebbe il merito di introdurre in Italia presso la sua corte il sommo compositore fiammingo Guillaume Dufay (conosciuto probabilmente durante il Concilio di Costanza, 1414-1418) del quale eseguiremo l’inno Ave Maris stella ed il mottetto Ave Regina coelorum. Tra i musicisti alla corte di Isabella D’Este, che venne in visita a Camerino nel 1494, fu molto considerato Marchetto Cara del quale faremo ascoltare il mottetto Salve Regina. Ercole D’Este ebbe, alla sua corte di Ferrara, un altro importante fiammingo, Jacob Obrecht, del quale abbiamo inserito nel programma il mottetto O vos omnes qui transitis per viam (Lam. 1, 12) il cui testo viene reiterato, nell’Autobiografia della Beata Battista, nella conclusione dei capitoli I e IX, in forma parziale, e alla fine dei capitoli XII, XIV e XVIII in forma completa.
Il programma inizia con la lauda Sia laudato San Francesco (dal Laudario di Cortona, 1270ca.) e termina con la lauda Verbum caro factum est, in una versione conservata presso l’Archivio di Stato di Ascoli Piceno (Notarile di Amandola, vol. 918, proveniente da Montemonaco, XV sec.), la cui trascrizione è stata gentilmente messa a disposizione dal prof. Paolo Peretti.
sintesi dell'articolo: Musica per la Beata "Anima Benedetta da l'Alto Creatore"
di Antenore Tecardi, l'Appennino Camerte, Anno LXXXIX, n. 22 del 29 maggio 2010, pag. 21

Musica per la Beata "Anima Benedetta da l'Alto Creatore"
Laudi Polifoniche del XV secolo e rivestimenti musicali coevi dei componimenti poetici della Beata Camilla Battista Da Varano.
Concerto del "Coro Magalotti" di Fiastra, direzione M° Antenore Tecardi, con i solisti del "Gruppo Musica Insieme" (soprano, baritono, flauto rinascimentale, e liuto).
30 maggio 2010, Camerino, Monastero di Santa Chiara.
Sia laudato san Francesco
Anonimo (Laudario di Cortona, Biblioteca Comunale, Cortona, 1270 ca.)
Ave maris stella (inno mariano)
Guillame Dufay (1397-1474)
Verbum caro factun est
Anonimo (Arch. di Stato Ascoli Piceno, Notarile di Amandola, v.918 - Montemonaco, XV sec.)
O diva stella (c.c. "O rosa bella")
Anonimo (Ms. 451, Biblioteca Com. Perugia, 1490)
Anima Benedetta da l'Alto Creatore (s. Caterina da Bologna, da Bianco da Siena), monodica
Anonimo (Biblioteca Naz. Marciana, Venezia, Ms. Cl IX 145, 1420-1460)
Anima Benedetta da l'Alto Creatore (a due voci)
Anonimo (Biblioteca Naz. Centr. Firenze, Ms. Pal. 472, sec. metà sec. XV)
A Maria (sonetto della Beata Camilla Battista)
modo per cantar sonetti di Franciscus Venetus (sec. XV-XVI da Petrucci Libro IV, Venezia 1505)
Quando serà che possa contemplare "Lauda della visione di Cristo" della Beata Camilla Battista
(c.c. J’ay pris amours di Heinrich Isaac, 1450- 1517).
Huc me sidereo descendere (distici latini della Beata Camilla Battista)
(modo per cantar versi latini di Antonio Caprioli, sec. XV-XVI, Petrucci, libro IV, Venezia 1505)
O vos omnes (Lamentazioni 1,12)
Jacob Obretch (1430-1505)
Ave Maria
Bartolomeo Tromboncino (1475ca.-1535ca.)
Ave Regina Coelorum (antifona mariana)
Guillame Dufay (1397-1474)