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Museo diocesano di Camerino


direttrice responsabile: dott.ssa Barbara Mastrocola


Piazza Cavour 12, 62032 Camerino MC
tel. 338 58 35 046 (visite guidate)
tel. 0737 63 04 00 (sede)


 

 Apertura
1° aprile - 30 settembre: 10-13; 16-19 (da giovedì a domenica)
1° ottobre - 30 marzo: 10-13; 15-18 (sabato e domenica)

Chiusura
25 dicembre, 1° gennaio
Ingresso a pagamento, accessi facilitati
visite guidate su prenotazione


Il Museo, intitolato al prof. Mons. Giacomo Boccanera († 2004), che ne fu l'ideatore e realizzatore a partire dal 1965, è stato riaperto al pubblico l'8 dicembre 2004, a conclusione dei restauri della sede imposti dal sisma del 1997 e del riordino delle collezioni.


 Diocesi

La diocesi affonda le sue origini in un adolescente martire romano, S. Venanzio, che avrebbe subito la morte nel 252 d. C. La serie dei vescovi ha origine con Geronzio vissuto nel V secolo. Pur con la sottrazione nel corso dei secoli di interi territori diocesani, Camerino, spesso sede di cardinali così da aver espresso anche un papa (Clemente, 1670-76), resta la circoscrizione ecclesiastica marchigiana più estesa.
Sede
Il Museo, allestito in un'ala del Palazzo arcivescovile, fu eretto dal vescovo Berardo Bongiovanni († 1574) accanto alla cattedrale ed edificato sulle mura delle città e su edifici medievali in parte inglobati e tuttora visibili nel suggestivo, vasto seminterrato. Il grande edificio, che si sviluppa intorno ad un ampio cortile interno e si distende sui due lati della piazza sopra pilastri eleganti e severi, ospita oltre al Museo la residenza del Vescovo, gli uffici della Curia, l'Archivio diocesano.

Collezioni

Tutte di grande interesse, raccolgono disegni, dipinti (affreschi, tavole, tele), sculture, oreficerie, tessuti, mobili. Le opere provenienti da alcune delle oltre cinquecento chiese della diocesi sono un'eloquente testimonianza di fede di un popolo mite e creativo che dette alla Chiesa decine e decine di santi, prelati eccezionali, un clero pio e colto e consentì la nascita di ben quattro ordini religiosi (Camaldolesi, Silvestrini, Osservanti, Cappuccini).
Ma le testimonianze non riguardano solo la pietà Camerino oltre che capoluogo di diocesi fu capitale della Signoria e poi ducato dei da Varano, una delle dinastie più partecipi della politica italiana fra '300 e '400, e, grazie al benessere economico raggiunto, assecondò complesse esperienze culturali: si pensi allo Studio qui attivo fin dal '200 ed elevato a Studio generale fin dal 1377, o alla Scuola pittorica locale che segnò tutto il '400. Il Museo espone dipinti di Giovanni Boccati, Giovanni Angelo d'Antonio, Girolamo di Giovanni, del Maestro anonimo individuato proprio per lo straordinario trittico del 1454 in deposito al Museo, ma anche dipinti realizzati da maestri non camerti, come ad esempio Luca Signorelli, richiamato al pari di Carlo Crivelli dal mecenatismo di Giulio Cesare da Varano († 1502).
Inconsueta ed incantevole la raccolta di sculture lignee policrome medievali e rinascimentali. Splendide le tele dei secoli XVI - XVIII fra le quali si distinguono quelle di Lazzaro Baldi († 1703), Giuseppe Chiari († 1727) ,Francesco Trevisani († 1746).

Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Aprile 2014 19:15 )

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