Avvento 2011
L’Avvento è l’inizio del nuovo Anno liturgico. Durante queste quattro settimane la liturgia prepara il cristiano alla venuta del Signore e a riconoscerne la Presenza nella storia mediante l’Incarnazione: il Natale del Signore! Ci viene chiesto di aprire gli occhi, di essere spiritualmente desti, di purificare la nostra coscienza personale e comunitaria perché “siamo stati arricchiti di tutti i doni…e non manca più alcun carisma..”(cfr. 1Cor 1,5-6) a coloro che aspettano la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.
Veniamo illuminati dalla speranza nella promessa redenzione tenuta viva dalla parola dei profeti, che alimentarono nei credenti e nei giusti dell’Antico Testamento la fiducia nella fedeltà di Dio. Ma ci fanno compagnia, per prepararci a questo inaudito evento di amore e di grazia, anche protagonisti più prossimi: Giovanni Battista, Giuseppe, Maria Santissima, la Madre del Signore. La festa del Natale non ci viene presentata solo come memoria della nascita storica di Gesù, bensì come annuncio della venuta gloriosa alla fine dei tempi e perciò come visita continua da parte di Dio al suo popolo.
Tocca a noi prepararci con serietà e con gioia non solo alla proposta della festa del Santo Natale, ma a rinnovare quotidianamente la nostra profonda adesione a Gesù Cristo. La memoria liturgica dovrebbe diventare una dolce provocazione per orientare la nostra vita sulla strada di Betlemme. E’ dall’Evento, avvenuto in questo piccolo paese della Giudea, che ci viene la luce e la forza per riprendere ogni giorno il gusto della vita, nonostante le nostre fragilità, i limiti, i peccati e il male del mondo.
Nel Presepio viene rappresentato il venire di Dio nella nostra fragile carne. La fantasia credente di San Francesco mise in risalto la verità e la prossimità di questo Mistero in modo comprensibile da parte di tutti. Se però è necessario accogliere il dono della visita di Dio, che ci libera e guarisce dal peccato, bisogna essere ancora più vigilanti e pronti a rispondere al Signore che c’inviterà ad andare, a diventare annunciatori e testimoni del senso compiuto del vivere.
Questo Avvento, considerate anche le difficoltà economiche e le incertezze lavorative che viviamo, sia occasione propizia per educarci tutti allo scambio autentico e sobrio di doni. Nessuno sia triste o manchi di qualcosa d’importante a causa della nostra insensibilità. Ce lo ricorda sant’Agostino in un suo celebre Discorso (185): “Avendo un Figlio unico, Dio l’ha fatto figlio dell’uomo, e così viceversa ha reso il figlio dell’uomo figlio di Dio”.
La grazia del Signore confermi gli onesti e buoni propositi di tutti, mentre vi benedice con affetto il vostro arcivescovo
+Francesco Giovanni.
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Gennaio 2012 11:03 )
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