Home La Buona Notizia (archivio vecchie edizioni) XXVII Domenica del Tempo ordinario

XXVII Domenica del Tempo ordinario

Isaia 5,1-7; Filippesi 4,6-9; Matteo 21,33-43

Il Vangelo e la prima lettura del profeta Isaia continuano ad approfondire il tema del rapporto tra la vigna, il popolo d’Israele, e il frutto, simbolo della feconda corrispondenza che deriva dal mettere in pratica la volontà di Dio. Nel canto d’amore per la vigna (Is 5,1-2) d’Isaia, Dio figura essere il vignaiolo e il popolo è la vigna che, incurante dell’attenzione e della dedizione, non corrisponde con una produzione adeguata di frutti. Nella parabola i vignaioli sono i responsabili religiosi d’Israele che vogliono impadronirsi dell’eredità del Padrone mettendo a morte anche il Figlio. Pure in questa parabola dei contadini perfidi è sempre sottesa la domanda che suscita il contrasto tra i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo nei riguardi Gesù: “Con quale autorità fai queste cose?”(Mt 21,23). La parabola evidenzia il rapporto di Gesù con Dio e la sua missione, ne descrive persino il destino. Un padrone pianta una vigna e la dà in affitto. Tramite i suoi servi e, infine, tramite suo figlio, egli richiede i frutti che gli spettano. Ma i contadini non sono disposti a darglieli: maltrattano i servi e uccidono il figlio. Con i servi che vengono inviati sono indicati i profeti, per mezzo dei quali Dio si rivolge al suo popolo. E’ ritenuto, poi, destino profetico l’essere respinti e maltrattati come Giovanni il Battista, che rimase fedele alla sua vocazione fino al martirio (Mt 14,3-12). Dio alla fine manda suo Figlio e si aspetta che i contadini lo accolgano bene dopo che uccisero i servi di Dio (Eb 1,1-2) mandati prima. Vedendo in lui l’erede (21,38), uccisero anche lui. I contadini malvagi, eliminando il Figlio, corrispondono ai costruttori che scartano la pietra più importante. Il Signore è nominato esplicitamente: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”(21,42). Dio dà un compito nuovo e fondamentale alla pietra rifiutata. Con il loro respingere e uccidere gli inviati di Dio, i contadini diventati malvagi sembrano condurre la storia degli uomini. Tuttavia, Dio è più forte di loro ed è Lui a determinare il destino del Figlio per la salvezza degli uomini. Se i credenti non vivono in stato di umile e fiduciosa conversione, corrono l’estremo pericolo di perdere valore agli occhi di Dio e di non conservare la posizione privilegiata che Dio aveva assegnato loro nel piano salvifico. Avvertimento finale e serio da parte di Gesù: se non lo ascoltano accadrà tutto quello che egli ha descritto. Per tre volte viene rivelato ai discepoli (16,21; 17,22-23; 20,18-19) che in Gerusalemme si compirà il destino del Maestro; ora Egli vuol far conoscere anche alle autorità del popolo che egli è mandato da Dio per portare a compimento l’opera dei profeti e in lui Dio non ha inviato un altro servo, ma il proprio Figlio. Quanta responsabilità per noi cristiani se per durezza di cuore resistiamo ad accogliere il Figlio, il Signore Gesù che ha il potere di cambiarci la vita.

                                                 +Francesco Giovanni, arcivescovo

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Ottobre 2011 19:02 )

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