Home La Buona Notizia III° Domenica del Tempo Ordinario

III° Domenica del Tempo Ordinario

 

Il Signore si presenta come colui che propone all'uomo di affidare la sua vita a ciò che è buono e duraturo. Il messaggio viene ripreso da S. Paolo nella seconda lettura della liturgia (1Cor. 7, 29-31).

E' troppo facile nel nostro tempo attaccare il cuore ai beni della terra: tutto ciò che è immediato, quantificabile, appetibile stimola il nostro interesse e favorisce il nostro piacere, ma.... passa la scena di questo mondo. Il rischio è grande: se non ho questo non ho più niente: è la grande confusione dell'uomo che non riesce a dominare questi beni, che gli sfuggono di mano.E' l'impotenza maggiore che oggi l'uomo si vive: non poter sfuggire alla morte.

Gesù di Nazaret annuncia di essere venuto perché tutti abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza: è questa una buona notizia. Lo stesso Gesù dice. " Il mio regno non è di questo mondo" ( Giov. 18,36) non è di quaggiù, ma di lassù. Si presenta come uno strano pesonaggio che ribadisce e ritrasmette una verità: le mie vie non sono le vostre vie, i miei pensieri non sono i vostri pensieri. Solo la conversione fa comprendere la buona notizia: convertitevi e credete. La conversione dei Niniviti dalla loro condotta malvagia intenerisce il cuore di Dio che si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare e non lo fece (Gn. 3,10). Tutto quello che nell'Antico Testamento era stato annunciato dai profeti e desiderato dal popolo fedele con Gesù si avvera: il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino, è il tempo della gioia, della presenza del Messia, dello Sposo; i suoi discepoli non digiunano, si mette vino nuovo in otri nuovi (mc. 2, 19 . 22), c'è in giro aria di novità, di festa: il Dio di Gesù Cristo è il Dio che perdona, il Dio dell'amore. il Dio della gioia.

La chiamata di Andrea e Simone e subito dopo di Giacomo e Giovanni figli di Zebedeo è un segno di questa novità: qesti pescatori avevano appena visto Gesù e subito lasciarono la loro famiglia e il loro lavoro e iniziarono la sequela, affidando al Messia la loro vita. Gesù li pesca perché a lor volta essi peschino altri pescatori. In un primo momento essi sono fatti pesci per poter essere pescati da Cristo, poi essi pescheranno altri. La vera fede non conosce esitazioni. subito sente, subito crede, subito fa diventare pescatori. Da quali segni erano stati colpiti per seguirLo subito? Senz'altro gli occhi di Gesù e il suo volto dovevano irradiare qualcosa di divno, tanto che con faclità si convertivano coloro che lo guardavano. La Scrittura (mc. 10, 21-22) ci da un caso contrario, il giovane ricco, Gesù lo guardò negli occhi e lo amò,....ma il giovane abbassò gli occhi e se ne andò triste, perché aveva molti beni. La chiamata lascia sempre la libertà di risposta: ne segue l'entusiasmo e la gioia degli Apostoli che lasciano tutto, la tristezza del giovane che aveva il cuore nelle sue ricchezze. Gesù ha fiducia negli apostoli pescatori, e più tardi dopo la risurrezione (Giov 21, 6) dirà a Pietro e agli altri che erano con lui: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete" E fu grande peca: la potenza che compì il fatto strepitoso era di Gesù, la rete era di Pietro.

Ogni persona che cerca il Signore e si affida a Lui ha sempre qualcosa da mettere a sua disposizione.

La storia insegna, e continua.

Gn. 3, 1-5.10 ; 1Cor. 7, 29-31 ; MC. 1, 14-20

don Nello Tranzocchi

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 30 Gennaio 2012 21:33 )

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