Finalmente Santa
Carissimi Tutti,
Venerdì 19 febbraio u.s. alle ore dodici le campane delle nostre Chiese, Torri e Monasteri dell’Arcidiocesi suonarono distesamente a festa. A Roma, il Papa Benedetto XVI nella sala del Concistoro in Vaticano aveva appena chiesto ai trentasette Cardinali presenti il loro parere prima di pronunciare il Suo assenso all’iscrizione solenne della nostra Beata Battista Camilla da Varano (insieme ad altri cinque Beati) nell’album dei Santi della Chiesa universale il 17 ottobre 2010.
Partecipai numerose volte a Concistori durante gli anni del mio servizio alla Santa Sede, ma questo minuto, o poco più, di silenzio è stato per me un autentico ‘tempo di grazia’(kairòs). Esperienza e commozione simili credo siano state vissute anche da Mons. Mariano Ascenzo Blanchi, il nostro Vicario Generale che ebbe per di più grande parte nella conclusione del processo per la canonizzazione, da P. Silvano Bracci, Postulatore dell’Ordine dei Frati Minori e da P. Ferdinando Campana O.F.M., responsabile del Comitato organizzatore per le celebrazioni (come rappresentanti anche delle Sorelle Povere di S.Chiara del nostro Monastero di Camerino).
Personalmente mi sono sentito in comunione profonda e misteriosa con tutta la storia di salvezza: avvertii di essere in compagnia dei Santi, da quelli della prima epoca cristiana fino ai nostri giorni. Invocai subito ‘santa’ Battista Camilla e Le chiesi d’intercedere per tutte le persone affidate alla mia cura pastorale. Nel silenzio di consenso e orante la nostra Santa mi suggerì tre parole: Dio, la Sua parola nella Chiesa e amare gli uomini nel cuore di Cristo.
1. “Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini”(Benedetto XVI). Se nel passato la questione di Dio veniva relegata nella sfera privata, ai nostri giorni registriamo l’inedito di un Dio che sparisce, si dissolve lentamente passando dalla privatizzazione alla privazione di Dio. Una sensibilità oggi diffusa ha costruito processi di disattivazione dei grandi paradigmi di vita cristiana che hanno permesso alla fede di mostrare tutta la sua bontà in vista di un abitare più umano del mondo, al fine di rendere la vita più dignitosa e apprezzabile per tutti. La ‘Santa’ raccomanda a noi cristiani di non aver paura del confronto con il nostro tempo. Ma ci dice di mettere Dio al centro del nostro pensiero, di ogni progetto, a fondamento di ogni speranza per la quale valga la pena di vivere e di morire.
2. L’intelligenza del senso della sua vita Beata Battista lo scoprì nell’ascolto e nella meditazione della parola di Dio che la Chiesa del suo tempo le mise a disposizione. L’assidua predicazione dei frati francescani, dei religiosi e del clero plasmò in lei la fede che la rese eroica, la direzione spirituale le diede la luce per il discernimento vocazionale che la portò alla consacrazione monastica, la familiarità con le Scritture (pur nel moderato approccio di quel tempo alla Bibbia) le fornì la forza per crescere ad ogni costo nell’intimità con Dio e nella passione per Gesù Cristo.
3. Il suo abbandono totale in Dio la indusse ad entrare “con la sua mente nel mare amarissimo delle pene mentali del Cuore di Gesù”. Comprendendo che il Crocifisso è il segno dell’infinito amore di Dio per ogni uomo, la Beata s’infiammò del desiderio di compartecipazione a quell’amore crocifisso certa che avrebbe ritrovato in quel Cuore squarciato tutto il mondo. Imparò ‘a fare di Cristo il cuore del mondo’, altro che estraneità alla vita dei suoi contemporanei e del suo tempo!
4. Mi affido a questa bella poesia di Charles Péguy per dire a tutti, credenti o meno, l’attualità della canonizzazione della Beata Battista Camilla da Varano.
“Il profeta parla prima.
Mio Figlio parla durante.
Il santo parla dopo.
E Io parlo sempre.
Ed è qui che si vede che mio Figlio è il centro e il cuore e la volta e la chiave
E la navata e l’incrocio dell’asse, E il perno dell’articolazione E il cardine che fa girare la porta.
Il Principe dei profeti e il Principe dei santi.
Il profeta, il giusto viene prima.
Mio Figlio viene durante.
Il santo viene dopo.
E Io vengo sempre.
E la Chiesa, che è la comunione dei santi e la comunione dei fedeli, anche lei viene dopo, anche lei viene sempre.”
Santo, quindi, è colui che con autentico spirito cristiano ci insegna a scoprire e verificare la ragionevolezza della fede dentro ogni circostanza della vita. Egli ha un’umanità che realizza la sua passione per l’esistenza di ogni uomo e la sua adesione al dramma della vita con realismo e profondità diversamente impossibili. La Beata Battista, miracolosamente salvata dalla tragedia della sua famiglia, ci rammenta che Dio si è fatto compagno agli uomini perché la vita non sia vana. Nell’incontro con Gesù Risorto la ragione, la volontà e l’affettività umane sono provocate a realizzarsi, a compiersi secondo tutta l’ampiezza del desiderio di giustizia, di bontà e di felicità che l’uomo della storia spera e nutre dentro di sé.
Che questo avvenimento sia preparato e vissuto dalle Comunità cristiane, monastiche, religiose e civili con lo stupore e il coraggio con cui il Vangelo ci invita a guardare al nostro futuro quando è preparato da Gesù Cristo.
Con affetto benedice tutti il Vostro arcivescovo
† Francesco Giovanni
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 26 Febbraio 2010 19:42 )





