MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO PER LA PASQUA 2019
 
Carissimi fratelli e sorelle,
Quale Arcivescovo di questa Chiesa, nel porgervi questo messaggio di Pasqua, il mio pensiero corre al Vangelo della Risurrezione di Gesù  narrato dall’evangelista Giovanni (Gv 20,1-9), un brano suggestivo, ricco di immagini e significati. 
Tra le tante, ne ho scelto due più rappresentative dell’evento di Pasqua: il buio e la pietra rotolata. “La mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro” (Gv 20,1).
È vero!!! E’ drammaticamente vero!!! La vita di ciascuno di noi è ancora troppo spesso avvolta nel buio. È il buio della fatica di chi è costretto ad affrontare eventi che scuotono letteralmente l’esistenza, è il buio delle delusioni e qualche volta delle frustrazioni di questi anni difficili, dopo il sisma a causa del quale, a volte, ancora non siamo capaci di reagire. È il buio della sofferenza e della malattia che ci rinchiude nell’angusta nicchia del dolore e ci fa rischiare di rimanerne sepolti. È il buio della rassegnazione quando si pensa che ormai tutto è finito, che la vita non ha più senso. Quante volte lo diciamo anche noi nei momenti particolarmente più tristi! Ma è anche il buio degli pseudo-amori chiusi in sé stessi, della solitudine, dell’indifferenza, dell’egoismo e della gelosia che non ci permettono di vedere gli altri come dono, né di accorgerci dei loro bisogni più profondi.
Ma c’è Maria Maddalena che, nonostante il dolore ancora vivo e la ferita aperta e sanguinante, è capace di rianimarsi improvvisamente. Si rianima perché è profondamente innamorata di Gesù, quindi di Dio, perché riconosce che soltanto Lui l’ha liberata dal male e dal peccato che rappresenta la vera morte. È una donna che sa cosa significa fare esperienza della vittoria sulla morte: l’ha vissuta nella sua carne e lo può testimoniare senza vergogna e timore.
Può testimoniare che la Pasqua consiste nel lasciar rotolare via le pietre pesanti che gravano sulla nostra vita e su quella degli altri: le pietre dei pregiudizi, delle condanne, delle mormorazioni, dei rancori e delle inimicizie mai risolte, le pietre che ci impediscono di vedere nel volto degli altri la luce di Dio. Lei può testimoniare che la Pasqua è la festa delle pietre rimosse dall’imboccatura dell’anima e del cuore. È la festa dove siamo chiamati a prendere sul serio l’invito che il Risorto ci rivolge: esci dal tuo sepolcro! Esci, cioè, dal gelo del tuo misero mondo protetto dove tendi a ignorare i drammi dei fratelli più sfortunati. Allarga la cerchia delle tue relazioni, e apriti alla primavera di rapporti nuovi. Esci dalle tue grette ambizioni e cerca di fare della tua vita un servizio d’amore. Esci dalla tua smania di possesso e vivi la gioia del dono. Esci dal tuo peccato che ti turba il cuore e vai verso la novità che è Cristo. Esci in campo aperto e prendi la strada del Vangelo che rivela al mondo l’amore di un Dio che non si rassegna alla morte e al male, che trasforma le tenebre in luce, la schiavitù del male nella libertà del bene, l’individualismo egoistico in solidarietà, il conflitto in pace. Esci dal tuo contorto passato e comincia a credere che cambiare è possibile per tutti. Esci dal tuo pessimismo e lasciati andare alla speranza, l’unica forza capace di rinnovare il mondo e di cambiare le cose. Nonostante tutto.
Solo vivendo questo invito, comprenderemo che la vita risorta si nasconde nella vita quotidiana e si manifesta orientandosi verso l’altro. Non c’è più tempo da perdere nelle incertezze. Il mondo ha bisogno di noi, ha bisogno di donne e uomini della Risurrezione, ha bisogno della nostra voce di speranza per i tempi difficili che viviamo. Se il terremoto ci ha scosso, come ha scosso la terra, lasciamoci scuotere oggi dall’annuncio della Risurrezione, perché Gesù sia luce di vita e di amore per noi e per quanti incontriamo.
Buona Pasqua, dunque, cari amici! “Cristo è Risorto... Cristo è davvero Risorto!”.
 
 
+Francesco Massara,
Arcivescovo