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Cresime a Caldarola

 

Domenica 9 maggio il suono festoso delle campane della chiesa di s. Martino riempiono il cuore. Lo splendore del sole, tanto sospirato, inonda la piazza di luce. Questa è stata la cornice che ha accolto i quindici cresimandi e mons. Francesco Giovanni Brugnaro, arcivescovo di Camerino – Sanseverino Marche, quando sono usciti processionalmente dal santuario della Madonna del monte. I ragazzi avevano accanto i padrini, mentre i genitori li attendevano nella chiesa di s. Martino. L’arcivescovo è stato accolto da Mauro Capenti nella duplice veste di sindaco e padrino e dal parroco d. Vincenzo Finocchio, il quale ha voluto sottolineare come la partenza dei cresimandi dal santuario della Madonna sia avvenuta nella concomitante festa della mamma. Maria, la mamma celeste, sembrava dire ai ragazzi di andare senza timore da suo figlio Gesù per il dono dello Spirito Santo.
La parola di Dio della domenica aveva tre temi fondamentali, come sottolineato dal vescovo nell’omelia. 1) La salvezza è solo nel battesimo vissuto lontano da ogni forma di idolatria. 2) La Gerusalemme celeste dell’Apocalisse rimanda alla Chiesa fondata sulla fede dei dodici apostoli in Gesù Cristo. Una fede totale, che nel numero dodici, è aperta all’intera umanità. 3) Lo Spirito santo, il Paraclito, l’avvocato, la guida, il consolatore e conforto nel cammino di fede. Per i cresimandi lo Spirito conferma quanto iniziato nel battesimo e nello stesso tempo chiede un consenso alle promesse battesimali esplicito ed ormai personale.
I ragazzi che hanno ricevuto la cresima sono stati: Andrea Cicconi, Ettore Donati, Giorgia Ferroni, Gianluca Francioso, Sofia Gazzellini, Silvia Giulianelli, Matteo Fiorentini, Giorgia Mercorelli, Giacomo Natali, Carlo Pagnotta, Edoardo Parrucci, Maddalena Ricciardi, Yuri Roselli, Giorgia Salvucci, Alessia Sciarretta.
La quasi totalità dei ragazzi hanno avuto come padrino uno dei due del battesimo, come raccomanda il rito della cresima nelle premesse. Una circostanza, che, come sottolineato dal parroco nella presentazione, ha dato quel tocco di continuità ai tre sacramenti dell’iniziazione cristiana tanto preziosa ai ragazzi, che si assumono sempre maggiore responsabilità ed autonomia vicino ai genitori e ai padrini.
La schola cantorum parrocchiale “Stefano De Ales” ha animato e sostenuto il canto dell’assemblea con competenza e bravura.
Un ringraziamento da parte del vescovo e del parroco è andato ai genitori, a Sandra Liberti con l’equipe catechistica per il loro impegno e sacrificio con cui hanno seguito il cammino di preparazione dei cresimandi.
Auguri ragazzi, avanti senza timore. Portate Cristo con gioia e coerenza sempre voi in ogni momento ed ambiente.
Vincenzo Finocchio
 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Maggio 2010 11:04 )

 

A Caldarola la pasqua delle confraternite

A Caldarola, domenica 25 aprile, si è celebrata la Pasqua degli appartenenti alle sette Confraternite della parrocchia.

 

Caldarola, una domenica come tante quella del 25 aprile 2010. I parrocchiani sono andati alla messa delle 11.00 come sempre, ma, all’inizio della celebrazione, nella processione di ingresso si sono trovati davanti una lunga fila di confratelli con indosso i camici e le colorate mantelline. Questi, seguiti dal sacerdote don Vincenzo, sono saliti verso l’altare fino a prendere posto nel coro. Sicuramente molti fedeli saranno rimasti sorpresi. Le confraternite, infatti, partecipano con i loro abiti cerimoniali solo in precisi momenti dell’anno (venerdì santo, lunedì di Pasqua, Corpus Domini e la festa del beato Francesco nella prima domenica di settembre). All’inizio della santa messa don Vincenzo ha spiegato che si stava celebrando la Pasqua dei confratelli, un momento di vita spirituale rivolto agli appartenenti a tutte e sette le confraternite della parrocchia. Per i confratelli è stata un’esperienza di particolare importanza iniziata ben prima della santa messa di domenica. Nella serata del sabato si è tenuto un incontro per le confessioni introdotto da un momento di preparazione che ha coinvolto in maniera significativa i partecipanti. Don Vincenzo, il parroco, per prima cosa ha invitato i confratelli a pregare e a rinnovare le promesse battesimali, poi ha proposto una serie di riflessioni che hanno aiutato i presenti a compiere l’esame di coscienza per avvicinarsi in modo corretto al sacramento della confessione. Durante la celebrazione domenicale gli appartenenti alle confraternite hanno partecipato attivamente e, al termine della liturgia, hanno offerto un piccolo aperitivo a tutti coloro che sono intervenuti. Al rinfresco conclusivo l’entusiasmo dei confratelli era palpabile, tutti erano felici dell’esperienza appena vissuta e già parlavano di ripeterla.
Federico Carlini
 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 28 Aprile 2010 13:51 )

 

Doppia festa per papa Benedetto XVI

L'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro augura al papa di continuare a vivere la sua missione con serenità
Il 19 aprile del 2005 i cardinali riuniti in conclave per la successione di Giovanni Paolo II elessero al soglio pontificio l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Joseph Ratzinger, da quel momento papa Benedetto XVI. L’anniversario della sua chiamata al ministero petrino cade a brevissima distanza dal suo compleanno, il 16 aprile. Oggi, a cinque anni dall’ elezione, in un momento sicuramente non facile del suo pontificato per gli innumerevoli attacchi che giungono alla Chiesa da ogni parte, la Conferenza Episcopale Italiana invita tutte le comunità ecclesiali a stringersi in preghiera intorno al Santo Padre. “Credo sia bello – il pensiero dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro – che anche la nostra comunità diocesana si unisca all’augurio per il Santo Padre nel giorno del suo compleanno, affinchè il Signore gli doni una vita serena per continuare a spendere la sua vita al servizio del mondo e della Chiesa”. Monsignor Brugnaro ha anche un particolare rapporto personale con Benedetto XVI, essendo stato consacrato vescovo personalmente dal papa. Circa poi gli attacchi portati ultimamente alla Chiesa e al papa l’arcivescovo precisa: “Penso sia bello unire in questo momento un sentimento di condanna per comportamenti non solo diseducativi, ma profondamente immorali che alcuni sacerdoti, religiosi e laici hanno avuto nel tempo e che ora stanno emergendo. La condanna ci invita alla penitenza non per dimenticare o per nascondere, ma per ridare credito agli educatori sacerdoti ai quali, con estrema fiducia, si rivolgono giovani, famiglie e le stesse istituzioni. Il nostro desiderio, però, è che il papa viva la sua missione con serenità. A ciò dobbiamo tendere con devozione filiale e con il dovuto rispetto”.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Aprile 2010 20:02 )

 

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