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Mostra - Disegnare a Roma e a Venezia

 

Mostra
Disegnare a Roma e a Venezia
I disegni seicenteschi della Collezione Carsidoni
A cura di
Giorgio Fossaluzza
 
Museo Arcidiocesano «G. Boccanera» Camerino
15 maggio - 30 settembre 201
PROROGATA FINO ALL' 8 GENNAIO 2012
Apertura: Sabato, domenica e festivi - orario:10.00-13.00 | 15.00-18.00
 
 
La mostra presenta una scelta di 43 disegni della Collezione Carsidoni ed è articolata in quattro sezioni: la prima comprende esercitazioni accademiche romane, per lo più eseguite da Pier Paolo Brunacci, aventi per tema l’antichità classica e l’opera di alcuni grandi maestri del Cinquecento. La seconda è incentrata sui disegni del maestro Giuseppe Diamantini da Fossombrone, attivo a Venezia, ma di evidente formazione bolognese contaminata da influenze romane. La terza è molto significativa in quanto i disegni esposti, opere per lo più del veneziano Pietro Negri e del genovese Francesco Rosa, danno uno spaccato sull’attività delle accademie di pittura, per lo più sul nudo, attive nella Serenissima nel sesto decennio del Seicento. Infine la sezione di chiusura è dedicata a Francesco Carsidoni. Particolarmente rilevanti sono i disegni con studi da Raffaello e modelli preparatori per affreschi o pale d’altare; tra questi assai rara la serie di bozzetti sul tema de L’Ultima cena.
L’iniziativa - che dà conto dei primi frutti di una ricerca avviata qualche anno fa da Giorgio Fossaluzza, docente di Storia dell’arte all’Università di Verona e già segretario scientifico della Fondazione Cini di Venezia - si colloca nel filone delle attività avviate dall’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale meno conosciuto della diocesi camerte. Giorgio Fossaluzza nella cura della mostra si è avvalso della consulenza scientifica di Pier Luigi Falaschi.
 
 
La Collezione Carsidoni – così è oggi conosciuta - consta di 186 fogli sciolti, ed è emersa agli studi negli anni Sessanta del secolo scorso. Inizialmente nota con la denominazione di Album di Camerino, in quanto rilegata in un unico volume, fino a quel momento era stata conservata nella canonica della parrocchia cittadina di Santa Maria in Via dove pervenne per donazione. L’Album fu rinvenuto, infatti, nel palazzo abitato per due secoli dalla famiglia Carsidoni nel quale trovò sede fra Otto e Novecento un collegio per orfane istituito da monsignor Giulio Cardini. Tale palazzo passò in proprietà alla parrocchia di Santa Maria in Via e, con esso, anche i disegni ivi conservati. Nel 1965 l’Album fu consegnato all’allora ‘Gabinetto Nazionale delle Stampe’ in Roma per il restauro urgente compiuto solo vent’anni dopo. In occasione della restituzione, fu deciso il deposito presso il Museo diocesano.
La formazione originaria della raccolta è problema complesso, soggetto a diverse soluzioni e che può essere in parte chiarito a partire delle vicende biografiche dei suoi due artefici: Francesco Carsidoni di Montaboddo (oggi Ostra), cui si ascrivono 67 disegni autografi e Pietro Paolo Brunacci da Montenovo (oggi Ostra Vetere), che firmò 37 fogli sui quali sovente volle apporre anche la data.
Francesco Carsidoni, pittore documentato dal 1635 al 1680, è un esponente della famiglia trasferitasi a Camerino, alla quale appartenne per più di due secoli la raccolta, formata entro la fine del Seicento o subito dopo. Si deduce che un nucleo di disegni provenga dalla bottega di tale maestro che ebbe un’esperienza formativa romana, come si deduce dalle preferenze dei suoi studi d’accademia, e che poi si dedicò all’arte sacra in regione.
Del Brunacci, poliedrica figura di intellettuale legato in parentela alla famiglia Carsidoni cui destinò i suoi beni in eredità, si sa che si formò a Jesi e successivamente a Roma, dove si preparò in diritto civile e canonico e dove nel 1660 ricevette gli ordini religiosi. Studiò successivamente filosofia, matematica e teologia a Macerata. A partire dal 1660 e fino al 1666 alcune note di proprio pugno del Brunacci su alcuni dei suoi disegni testimoniano la frequentazione dal maestro di Fossombrone Giuseppe Diamantini (1621-1705), che teneva una propria Accademia a Venezia, città dove il fratello di Pier Paolo, Gaudenzio, svolgeva la professione di medico proprio al servizio della Serenissima. Il Brunacci, a Roma e a Venezia poté, evidentemente, formare un personale carnet e anche raccogliere i disegni di artisti contemporanei da lui frequentati.
La prima ipotesi di formazione dell’Album di Camerino consiste, dunque, nella confluenza delle cartelle personali e della raccolta collezionistica di due artisti marchigiani contemporanei in stretto legame.
Una seconda ipotesi deriva dal fatto che la legatura dell’Album risulta rinforzata con fogli provenienti da libri dedicati a esponenti di casa Barberini. Pertanto, è stato suggerito che l’intero corpus sia formato da un conoscitore di Camerino in rapporto con artisti veneti e partecipe dell’ambiente di cultura barberiniana, in particolare quello dei cardinali Antonio e Francesco. La Fischer Pace fa il nome di Angelo Giori che fu precettore in casa Barberini dal 1606 ed eletto cardinale nel 1643. Nato a Capodacqua di Pieve Torina, fu strettamente legato alla città di Camerino, tanto che si deve a lui la ricostruzione nelle forme attuali barocche della chiesa di Santa Maria in Via, ove fu poi sepolto. Tale ipotesi trova ora la giusta interpretazione nel profilo di Pier Paolo Brunacci e nelle sue vaste frequentazioni romane.
I due nuclei di disegni Carsidoni-Brunacci presumibilmente confluirono in un’unica raccolta presente in Palazzo Carsidoni a Camerino per essere confezionati in “album” già sullo scorcio del Seicento o poco più tardi, entro il 1704 data di morte di Pier Paolo Brunacci che si ritiene esserne stato il diretto artefice e il donatore.
Quanto al contenuto, in essi si vedono assommati studi da modelli antichi, copie o derivazioni da disegni di maestri del Cinquecento o loro contemporanei, nonché schizzi, prime idee e modelletti personali. Per questo assumono un valore del tutto peculiare. Riguardano gli interessi per il disegno nelle sue varie espressioni e secondo la pratica delle accademie da parte di un artista professionista, il Carsidoni, e di un erudito “dilettante” qual è, nel senso più nobile, il sacerdote Brunacci.
 

Crediti e ringraziamenti

 

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 02 Ottobre 2011 16:29 )

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